STALKING GIUDIZIARIO: LA PRIMA CONDANNA IN ITALIA

STALKING GIUDIZIARIO: LA PRIMA CONDANNA IN ITALIA
1 Luglio 2020 Francesco Ciano
stalking giudiziario

STALKING GIUDIZIARIO: LA PRIMA CONDANNA IN ITALIA ARRIVA DA MONZA

 

Esiste il classico stalker che non accetta la fine della relazione, quello condominiale, occupazionale, commerciale ed esiste lo stalking giudiziario. La prima condanna in Italia per stalking giudiziario arriva da Monza.

Un avvocato, legale di Usmate Velate (Monza), è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Monza a 4 anni di reclusione e all’interdizione dalla professione per 5 anni.

E’ accusato di atti persecutori di tipo giudiziario nei confronti di un imprenditore brianzolo.

Questo risulta essere il primo caso di condanna in Italia per il reato di stalking giudiziario anche se la Cassazione, 3 anni fa, aveva implicitamente riconosciuto la configurabilità del reato di atti persecutori tramite uso illegittimo dello strumento giudiziario a scopo vessatorio.

Scopriamo di più su questa vicenda.

 

STALKING GIUDIZIARIO: COS’È

Lo stalking giudiziario è il reato compiuto da chi mette in atto persecuzioni, molestie o vendette nei confronti di un’altra persona. Rientra nella fattispecie prevista dall’art. 612 bis del Codice Penale, che disciplina il reato di ‘atti persecutori’ in generale.

Lo stalker giudiziario tenta di soddisfare un interesse personale di persecuzione della vittima o di un suo familiare, con reiterate azioni riproposte nel tempo, civili o penali, dettate da odio, vendetta, invidia, rivalità, interessi economici o ereditari oppure per pura perversione mentale finalizzata a dare fastidio, arrecare danno, molestare al punto tale da modificare le abitudini e lo stile di vita della vittima.

Crea nella vittima uno stato di ansia e timore, la spinge a farle perdere il lavoro, la salute fino a portarla all’esaurimento psicofisico.

 

PRIMO STALKING GIUDIZIARIO IN ITALIA: I FATTI

Da quanto è emerso nelle indagini coordinate dal pm di Monza Michela Versini, il legale stalker ha intentato oltre 200 cause civili e penali nei confronti di un suo ex cliente.

A partire dal  2011, il cliente ha deciso di interrompere la loro collaborazione e, di fatto, l’avvocato ha cominciato a sconvolgere la sua vita e quella della sua famiglia. Pignoramenti, calunnie,  citazioni a giudizio (penale e civile): il tutto privo di fondamento.

Nel capo d’imputazione si legge che l’avvocato “con il ricorso sistematico e strumentale ad incessanti e infondate azioni giudiziarie, arrecava molestie ai predetti, costringendoli a modificare le loro abitudini di vita ed esponendoli a continue spese processuali e a gravi ricadute sul piano dell’immagine professionale e personale”.

Mettiamoci nei panni della vittima: più di 200 cause civili e penali infondate come ritorsione per aver deciso di interrompere il mandato del suo avvocato. Una decisione che si è trasformata in un incubo. Un incubo durato 9 anni, prima che l’imprenditore brianzolo decidesse, finalmente, di querelare il vecchio legale, stanco di essere preso di mira insieme alla sua famiglia.

A seguito del rapporto professionale interrotto nel 2011, tra l’ex cliente e l’avvocato sono nate alcune controversie riguardo al pagamento delle parcelle del legale. Quest’ultimo  sosteneva che i pagamenti non fossero mai stati effettuati, mentre l’imprenditore ha affermato che l’avvocato stava chiedendo soldi per fatture già saldate.

 

CHI È IL LEGALE CONDANNATO?

Le principali testate giornalistiche hanno riportato l’episodio di Usmate Velate come la prima condanna in Italia per stalking giudiziario. Le generalità del legale non si conoscono – si legge tra le varie notizie legate a questa vicenda.

Abbiamo fatto una veloce ricerca trovando un articolo de Il Giorno pubblicato in data 19 ottobre 2016 intitolato “Stalking nei confronti dei clienti, il pm: l’avvocato va processato“. Questo articolo cita l’avvocato Davide Palmieri con studio a Usmate Velate (Monza), allora 53enne, accusato di stalking giudiziario.

Circa 4 anni fa, è stato sospeso dal Consiglio Nazionale Forense per 3 anni. Dopo varie condanne per comportamenti illeciti nei confronti di alcuni clienti, per lui la pm della Procura di Monza Michela Versini aveva chiesto il rinvio a giudizio per stalking giudiziario. L’udienza preliminare davanti al giudice Patrizia Gallucci fissata per il 18 ottobre 2016 era stata rinviata al 28 gennaio 2017 in quanto il difensore di Palmieri (suo fratello, oltretutto) aveva rinunciato al mandato.

L’imputato è riuscito a far rinviare due volte l’udienza preliminare davanti al giudice ed il processo era slittato al 18 ottobre 2017. In seguito, si sono perse le tracce di questa vicenda tra le notizie di cronaca.

Questo avvocato ha il vizio dello stalking giudiziario e non si è, di certo, accanito soltanto con l’imprenditore brianzolo. Sono diversi i clienti che ha preso di mira, diventati parti civili nei procedimenti penali. Tra i vari atti persecutori, citiamo la condanna a 4 mesi di reclusione per falsità di fogli firmati in bianco ai danni di alcuni clienti. Ha preteso da 4 clienti il pagamento di una parcella per un ricorso al Tar, scritto proprio su un foglio firmato in bianco dai clienti che lui ha trasformato in una procura speciale.

Questa non è l’unica condanna collezionata da Palmieri. Ha peccato di ‘calunnia’ per cui è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione dalla Corte di Appello di Milano.

Insomma, non ci troviamo di fronte soltanto ad uno stalker ma ad un avvocato condannato per falso, appropriazione indebita, calunnia.

 

MINACCE ALLA PSICOLOGA E REPLICA DEL LEGALE CHE DIFENDE LO STALKER

Lo stalking causa ansia e timore e consuma a livello psicologico. Tanto che la famiglia brianzola ha dovuto chiedere sostegno ad una psicologa.

Dagli atti giudiziari emerge che l’avvocato stalker ha anche contattato la psicologa della famiglia dell’imprenditore. La psicologa ha testimoniato di aver ricevuto una telefonata spiacevole, “dai toni vagamente minacciosi in cui (l’avvocato) mi diceva se ero proprio sicura di quello che scrivevo nelle mie certificazioni, insomma che lui mi avrebbe contattato via pec e mi avrebbe citato da qualche altra parte“.

Ha intrapreso azioni simili nei confronti di collaboratori dell’azienda delle parti offese, di legali e magistrati che si sono occupati in varie vesti delle vicende giudiziarie dell’imprenditore vittima di stalking giudiziario.

Nonostante le indagini in corso, lo stalker ha continuato a perseguitare: decine di procedimenti penali contro la vittima sono stati archiviati ed il giudice ha emesso nei confronti del persecutore una misura cautelare di divieto di avvicinamento e comunicazione con le parti offese.

Faremo ricorso, non ci sono prove“.

Il legale dell’imputato condannato per stalking giudiziario ha dichiarato all’Adnkronos: “Quello che manca in tutta questa vicenda è la prova. Sono curioso di leggere le motivazioni della sentenza, contro cui faremo certamente ricorso perché la riteniamo profondamente ingiusta“.

L’avvocato dello stalker ha anche negato il capo d’imputazione: “Non è vero che il mio assistito abbia intentato 200 cause contro il suo ex cliente. Il numero delle cause è ben più contenuto, nell’ordine di qualche decina, poi ciascuna di queste ha avuto diverse articolazioni tra primo grado, appello e Cassazione, come prevede la legge”.

 

LA TRISTE NORMA DELLE SLAPP SUITS NEGLI USA

Negli USA, atteggiamenti persecutori come quelli condotti dall’avvocato di Monza si chiamano Slapp Suits e sono, tristemente, una norma. Se vuoi prendere di mira qualcuno, lo trascini in eterno in tribunale.

Di regola, negli Stati Uniti, le cause Slapp sono cause civili strategiche intentate contro un individuo o un’organizzazione a seguito di un discorso o comunicazione al governo per questioni di interesse pubblico. La causa Slapp viene, di fatto, riconosciuta per mettere a tacere le critiche pubbliche dei cittadini pur interferendo con la clausola di petizione del Primo Emendamento. Questa clausola garantisce, in parte, il “diritto delle persone di presentare una petizione al governo”.

E’ una realtà emersa negli anni Ottanta.

Non è prettamente una causa civile per diffamazione, disturbo, interferenza o violazione della privacy. Il suo scopo è repressivo nei confronti di cittadini che, ad esempio, protestano o denunciano pubblicamente violazioni delle leggi ambientali. E, così, si intentano cause contro commercianti, funzionari pubblici, ecc.

L’effetto non illegale delle cause Slapp resta. In cause di questo tipo, un imputato può spuntarla legalmente ma perdere, comunque, dopo aver speso ingenti quantità di tempo e denaro in sua difesa.

Non sono pochi coloro che, per evitare di essere citati in cause Slapp, preferiscono non partecipare al dibattito pubblico.

Consoliamoci, quindi: in Italia, siamo lieti di constatare che, almeno in questo, ci distinguiamo in meglio.

 

CONSIDERAZIONI SULLA PRIMA CONDANNA DI STALKING GIUDIZIARIO IN ITALIA

Lo stalking giudiziario ci sta tutto e, probabilmente, anche il reato di abuso d’ufficio.

Considerando, poi, il fatto che lo stalker ha esposto l’ex cliente e la sua famiglia a continue spese processuali per sostenere le cause giudiziarie danneggiandoli sul piano personale e professionale, l’imputato dovrebbe pagare un adeguato risarcimento dei danni subiti dalle vittime.

La condanna all’interdizione dalla professione per 5 anni ci sembra leggera. Meriterebbe la radiazione dall’Albo degli Avvocati, prevista in caso di “condanna alla reclusione dell’iscritto o quando la sua condanna compromette gravemente la sua reputazione e dignità professionale“. L’imputazione dell’avvocato stalker ci sembra sufficiente per procedere alla radiazione dall’albo.

Lo stalking è un reato penale, lo stalker non cambia col tempo e c’è poco da fidarsi.

Ultima considerazione. Visto che, negli atti persecutori ripetuti nel tempo dall’avvocato (che hanno modificato lo stile di vita delle vittime), l’imputato agiva contro di loro legalmente sapendo di accusare innocenti, secondo il codice penale lo stalking giudiziario non dovrebbe essere aggravato dal reato di calunnia? L’avvocato ha intentato cause non solo civili ma anche penali nei confronti delle vittime, cause ritenute infondate dal tribunale che lo ha condannato per stalking giudiziario.

FRANCESCO CIANO

Francesco Ciano

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