PROTOCOLLO VENEZIANO

PROTOCOLLO VENEZIANO
11 Novembre 2020 Francesco Ciano

PROTOCOLLO VENEZIANO: RETE ANTIVIOLENZA CHE COINVOLGE 43 ISTITUZIONI

 

Con il primo tavolo tecnico, il 5 novembre scorso è stato creato il Protocollo Veneziano contro la violenza di genere. Coinvolge le principali istituzioni per contrastare in modo sinergico la violenza sulle donne.

Il capofila è ULSS3 Serenissima che ha coinvolto ben 43 istituzioni del territorio che interagiscono per aiutare donne vittime di ogni genere di abuso (violenze fisiche, sessuali, psicologiche, verbali, discriminazioni economiche, sociali e di genere).

La nuova rete antiviolenza chiama a raccolta le principali istituzioni ed è normale che sia così. Il fenomeno della violenza sulle donne riguarda tutti, l’intera società.

Quali sono le istituzioni coinvolte nel protocollo? Gli obiettivi?

 

PROTOCOLLO VENEZIANO: TUTTE LE ISTITUZIONI COINVOLTE

L’esito del Protocollo Veneziano, previsto dal Decreto della Giunta Regionale 863 del 2018, è stato gestito dalla direzione dei Servizi socio sanitari dell’Ulss 3 in tandem con i Comuni di competenza ed i centri antiviolenza.

La nuova rete antiviolenza creata dal Protocollo Veneziano è colossale. Coinvolge attivamente 43 tra organismi amministrativi, tribunali, Forze dell’Ordine, università, amministrazioni civiche, sindacati, uffici scolastici, centri antiviolenza pubblici e privati, enti di accoglienza per minori, ordini professionali tra cui quelli di medici, farmacisti, giornalisti, psicologi, assistenti sociali. Hanno un ruolo cruciale sul territorio.

Ecco la lista completa delle 43 istituzioni che fanno parte del nuovo protocollo voluto da ULSS3:

 

Prefettura e Forze dell’Ordine

– Prefettura di Venezia

– Questura di Venezia

– Comando provinciale dei Carabinieri di Venezia

– Comando provinciale della Guardia di Finanza di Venezia

 

Magistratura e uffici giudiziari

– Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Venezia

– Tribunale civile e penale di Venezia

– Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna – Dipartimento per la giustizia minorile di comunità – Ministero della Giustizia

 

Organizzazioni sindacali

– Aaroi-Emac

– Anaao

– Anpo-Ascoti-Fials medici

– Aupi Fassid

– Cgil fp

– Cgil Gruppo medici dirigenti

– Cimo

– Cisl fp

– Fassid Area Snr

– Fsi Usae

– Nursing Up

– Uil Fpl

 

Servizi socio sanitari

– Ulss 3 Serenissima (capofila del Protocollo Veneziano)

 

Enti locali

– Città metropolitana di Venezia

– Comitato dei sindaci del Distretto socio sanitario Venezia centro storico, isole ed estuario e del Distretto socio sanitario Venezia Terraferma, Marcon e Quarto d’Altino

– Comitato dei sindaci del Distretto socio sanitario Chioggia

– Comitato dei sindaci del Distretto socio sanitario Mirano Dolo

 

Centri antiviolenza, case rifugio, case di 2° livello per donne vittime di violenza, centri per il trattamento degli autori di violenza

– Centro antiviolenza Comune di Venezia

– Centro antiviolenza Estia di Venezia e Sonia di Noale, Centro per gli autori di violenza Gru di Venezia e Sportello antiviolenza di Mira e Mirano (cooperativa Iside)

– Centro antiviolenza Civico donna Comune di Chioggia e Sportello antiviolenza Comune di Cavarzere (cooperativa Domi group)

 

Ordini professionali

  1. Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Venezia
  2. Ordine dei farmacisti della provincia di Venezia
  3. Ordine degli psicologi del Veneto.
  4. Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione del Veneto
  5. Ordine degli assistenti sociali del Veneto
  6. Ordine dei giornalisti del Veneto

 

Educazione e formazione

– Ufficio scolastico regionale per il Veneto

– Università Ca’ Foscari Venezia

– Iusve, Istituto universitario salesiano di Venezia

– Università Iuav di Venezia

– Centro di Ateneo per i diritti umani “Antonio Papisca” e cattedra Unesco “Diritti umani, democrazia e pace” dell’Università degli Studi di Padova

 

Altri soggetti importanti

– Consigliera di parità della Città metropolitana di Venezia

– Comitato donne XXV Aprile

– Consultorio socio educativo privato accreditato Aied

– Lievito cooperativa sociale Mestre Venezia.

– Casa famiglia San Pio X Patriarcato di Venezia

 

OBIETTIVI E PROGETTI DEL PROTOCOLLO VENEZIANO

Il principale obiettivo della rete solidale e di aiuto sarà quello di lavorare sulla sensibilizzazione contro la violenza di genere a partire dalle scuole fino a coinvolgere tutti i cittadini. Lo scopo del Protocollo Veneziano non si ferma, di certo, alle campagne di prevenzione (incluse le scuole) e di sensibilizzazione al fenomeno della violenza sulle donne.

I progetti elaborati contro abuso e discriminazione includono la condivisione delle procedure di accoglienza e presa in carico delle vittime e di eventuali figli minori per intraprendere un percorso terapeutico.

Vediamo, in sintesi, quali sono i programmi del neonato Protocollo Veneziano.

I 43 soggetti coinvolti in prima linea per aiutare le donne vittime di ogni genere di violenza si impegnano a:

– promuovere le buone pratiche di sensibilizzazione contro la violenza di genere;

– attivare risorse e progetti comuni per contrastare la discriminazione e l’abuso sulle donne;

– condividere procedure codificate di accoglienza e presa in carico delle vittime (compresi eventuali figli minori);

– attivarsi nei confronti degli uomini autori di violenza per prevenire comportamenti maltrattanti e ridurne la recidiva;

– promuovere l’aggiornamento professionale all’interno degli ordini per specializzare i lavoratori nella gestione della violenza di genere;

– promuovere campagne di prevenzione e informazione verso i cittadini;

– sostenere percorsi educativi rivolti alle scuole contro la violenza di genere;

– elaborare i dati in proprio possesso relativi al fenomeno sulla violenza per studi, ricerche, report ciclici.

 

UN PROGETTO AMBIZIOSO

La carta che condanna e contrasta la violenza di genere convoglia in un’unica rete le iniziative già presenti nel territorio con l’intento di creare insieme nuovi percorsi antiviolenza.

Coinvolge un’intera rete metropolitana di istituzioni trasversali.

Spetterà a Ulss 3 ed ai centri antiviolenza istituire i tavoli futuri per potenziare il nuovo network territoriale. Tutti i soggetti aderenti al Protocollo si muoveranno in sinergia allo scopo di avviare azioni concrete, efficaci ed integrate a tutela delle donne e dei loro figli minori. Il territorio dell’Azienda sanitaria comprende il Veneziano, il Miranese e il Clodense.

E’ “un obiettivo ambizioso ma assolutamente prioritario per contrastare la violenza di genere” ha dichiarato il direttore Gianfranco Pozzobon.

Un primo step “per coordinare i lavori rendendo la rete davvero ricettiva alle necessità delle donne vittime di abusi“. Così ha definito il Protocollo Veneziano il direttore generale Giuseppe Dal Ben.

 

CENTRO ANTIVIOLENZA DEL COMUNE DI VENEZIA: I NUMERI DELLA VIOLENZA SULLE DONNE

Dal Centro antiviolenza del Comune di Venezia arrivano dati aggiornati sul fenomeno della violenza sulle donne:

– il numero di donne e minori ospiti delle Case rifugio è cresciuto passando da 13 (2018) a 36 (fine 2019);

– sono principalmente donne sposate quelle che si rivolgono al Centro;

– le vittime di violenza hanno prevalentemente un’istruzione elevata  (32% diplomate alle superiori, 28% laureate) e il 73% ha un reddito proprio;

– viene denunciata soprattutto la violenza psicologica (39% dei casi nel 2018), cui segue la violenza fisica (35%) con il convivente (coniuge o partner) che si conferma il principale autore di abusi.

Grazie al nuovo Protocollo Veneziano si potrà monitorare il fenomeno con più precisione e puntualità, ottenere report ciclici per studi e ricerche attraverso la raccolta ed elaborazione dei dati da parte di tutti i soggetti che aderiscono all’iniziativa.

FRANCESCO CIANO

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