AUDIZIONE PROTETTA DONNE MINORI STALKING

AUDIZIONE PROTETTA DONNE MINORI STALKING
Settembre 28, 2019 Francesco Ciano
stalking audizione separata

AUDIZIONE PROTETTA PER DONNE E MINORI VITTIME DI VIOLENZA E STALKING

 

Dal 2014 ad oggi, in molte città italiane, sono state inaugurate stanze di ascolto protette ricavate all’interno degli spazi delle caserme dei Carabinieri, delle Questure e dei tribunali (come quello di Lodi).

Cos’è e come funziona l’audizione protetta? Lo spieghiamo in questo articolo insieme al perché rivesta una sempre maggiore importanza dimostrandosi un aiuto prezioso nei casi di violenza sulle donne e sui minori.

Utilizzata per accogliere le vittime di reato di violenza di genere, la ‘stanza tutta per sé’ si rivela sempre più importante, specie dopo l’entrata in vigore della Legge Codice Rosso.

Le Forze dell’Ordine intervengono nei casi di violenza (fisica e psicologica) e stalking negli ambienti domestici svolgendo audizioni protette in base alle indicazioni delle Procure.

L’accoglienza alle vittime è migliorata grazie alla stanza di ascolto ed al Codice Rosso che, oltre ad introdurre nuove misure, impone tempi rapidi d’intervento ed un inasprimento delle pene per combattere la violenza di genere, maltrattamenti in famiglia e femminicidi.

 

AUDIZIONE PROTETTA: VITTIME VULNERABILI E INCIDENTE PROBATORIO

Non tutte le persone offese sono uguali: le vittime di crimine violento e vulnerabili godono di una tutela privilegiata e di un particolare canale di protezione.

Nella fase delle indagini, la prova dichiarativa e la raccolta della testimonianza avviene in audizione protetta per tutelare il dichiarante. Bisogna assicurare che la vittima non abbia contatti con l’indagato e che non subisca una vittimizzazione secondaria (un nuovo trauma indotto dal processo).

La condizione di particolare vulnerabilità della vittima è desunta dall’età, dallo stato di infermità psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto.

In sede di incidente probatorio, le modalità di audizione protetta servono sia a tutelare l’integrità psicofisica del dichiarante sia a garantire maggiormente l’affidabilità dei contenuti della prova raccolta.

Gli accertamenti non dovrebbero essere limitati al bambino, ma è opportuno estenderli all’intero nucleo familiare compreso l’eventuale indagato (Carta di Noto).

Col passare del tempo, l’audizione protetta prevista nell’art. 398 comma 5-bis c.p.p per minori, infermi di mente, maggiorenni offesi dai reati ad alto impatto traumatico (art. 392 comma 1-bis c.p.p.) si è estesa alla violenza sessuale e, in attuazione della Convenzione di Istanbul, ai delitti di cui agli artt. 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia) e 612 bis c.p. (atti persecutori, stalking).

 

STANZE DI ASCOLTO PER LE VITTIME DI VIOLENZA: TUTELA E RISERVATEZZA

La stanza di ascolto, utilizzata sia per l’incidente probatorio sia per le indagini di Polizia giudiziaria, mette a disposizione di minori e donne vittime di violenza e stalking un luogo idoneo e sicuro per le denunce, arredato generalmente grazie al contributo degli enti locali (dai mobili al computer, dalla videocamera ai libri per bambini, ecc.).

La ‘stanza rosa’ per l’audizione protetta ha colmato un vuoto, il tassello legato alla denuncia prima della tutela ed allontanamento delle donne dai compagni violenti.

Questo spazio accogliente e riservato nasce per facilitare l’accesso alle donne evitando loro di sostare in sala d’attesa. L’obiettivo è farle sentire più protette, capite, ascoltate. Un luogo protetto che aiuti la vittima ad un approccio meno traumatico con gli investigatori, dove poter recuperare la sua dignità per ritrovare pace, speranza, supporto da parte delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni. Condizioni essenziali per riprendere in mano le redini della loro vita e ripartire da zero.

In un clima di serenità e riservatezza, le vittime raccontano la loro storia a personale specializzato nel contrasto della violenza sulle donne, formato, preparato. Allo stesso tempo, la stanza protetta consente di investigare meglio nelle fasi più drammatiche di questi crimini.

 

AUDIZIONE PROTETTA NEI CASI DI VIOLENZA SESSUALE

Ovviamente, rientrando nella categoria di violenza di genere, anche nei casi di violenza sessuale è prevista l’audizione protetta delle vittime nei tribunali.

E’ successo anche nel caso dello stupro al pub di CasaPound. In aula, è stato evitato qualsiasi contatto diretto tra la vittima (una donna di 36 anni) ed i suoi stupratori. Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi erano presenti in tribunale ma hanno assistito all’audizione in una stanza diversa rispetto a quella della donna attraverso un monitor.

Nel mese di aprile di quest’anno, a Lodi, è stata creata una stanza all’interno del Tribunale per audizioni protette per dar modo alle vittime di violenza di testimoniare in sicurezza.

Disporre di una stanza protetta con collegamento audio e video per le audizioni di minori e vittime di violenza durante le udienze è importante ed accelera le attività. A Lodi, sono circa 50 i minori (vittime di reati penali) ascoltati ogni anno e 350 le donne vittime di violenza. Nella stanza protetta del tribunale di Lodi potranno essere interrogati senza trovarsi faccia a faccia col proprio aguzzino e senza subire il ‘trauma’ dell’aula.

Le audizioni protette, a discrezione del giudice, sono previste anche dalle norme europee. Il punto è che, come spesso accade in Italia, ai decreti legge non fa seguito la disponibilità di risorse. A rifare pavimenti e controsoffittatura della stanza, arredarla e dotarla di collegamento audio video con l’aula delle udienze ci hanno pensato la Fondazione Bpl e la Compagnia della solidarietà investendo oltre 10 mila euro.

 

AUDIZIONE PROTETTA PER I MINORI VITTIME DI VIOLENZA

In caso maltrattamenti in famiglia, i minori vittime di violenza assistita vengono sempre ascoltati dagli investigatori in audizione protetta ed alla presenza di uno psicologo. Le audizioni protette possono essere disposte anche per figli maggiori in gravi casi di violenza domestica (umiliazioni, violenze, sopraffazioni continue durate per anni).

L’episodio di Viterbo è soltanto uno dei più recenti. Un pluripregiudicato 39enne viterbese è stato accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni e sequestro di persona. E’ arrivato a legare la moglie con dello scotch e ad infilzarle le labbra con una spilla da balia per zittirla quando la donna gli chiedeva i soldi per mandare avanti la famiglia. Un calvario durato 18 anni: le botte subite dalla donna nel corso degli anni dal convivente non si contano. Prognosi fino a 30 giorni: lei, al pronto soccorso, giustificava quelle ferite e lesioni come conseguenze di incidenti domestici.

Nelle Questure, le stanze di ascolto per minori vittime di abusi sessuali, maltrattamenti in famiglia o violenza assistita vengono adibite con cura (colorate, con giochi, fogli e matite, ecc.) per farli sentire tranquilli e tutelati in momenti di particolare difficoltà e fragilità. Le audizioni vengono svolte con l’ausilio di un esperto in psicologia infantile che, insieme ad operatori specializzati della Polizia giudiziaria, ha il compito di facilitare la raccolta delle dichiarazioni dei giovanissimi per evitare loro eventuali stress psicofisici nonché l’alterazione della qualità e quantità dei ricordi.

 

LINEE GUIDA

L’audizione può essere disposta sia dal Pubblico Ministero sia dal Giudice durante la fase dell’incidente probatorio (legge n.66/96 nell’art. 14 e comma 4 del 498 c.p.p.). Viene audio-videoregistrata nella sala regia adiacente.

Sono diverse le linee guida che tentano di regolarizzare i principali punti di questa attività:

  • Linee guida S. M. – UnicefL’ascolto dei minorenni in ambito giudiziario” (art. 4.2, p. 72);
  • Linee GuidaNazionali sull’ascolto del minore testimone;
  • Carta di Noto(aggiornata nel 2011, che recepisce disposizioni contemplate nel Protocollo della Convenzione di New York e nella Convenzione di Lanzarote);
  • Linee Guidaper l’ascolto del minore testimone della Questura di Roma (2011).

 

 

PROGETTO “UNA STANZA TUTTA PER SÉ”: IL CONTRIBUTO DELL’ASSOCIAZIONE SOROPTIMIST

In svariate città italiane, l’organizzazione Soroptimist International Club, in collaborazione con il Comando Generale dei Carabinieri e le Questure, allestisce la “Stanza tutta per sé”, una stanza destinata all’audizione protetta dei minori e delle donne vittime di violenza.

E’ un progetto nazionale il cui nome è ispirato all’omonimo saggio della scrittrice britannica Virginia Woolf (“Una stanza tutta per sé”) che trattava della condizione della donna agli inizi del XX secolo.

L’associazione Soroptimist  è impegnata a contrastare fenomeni come violenza sessuale, stalking, maltrattamenti in famiglia.

Il progetto “Una Stanza tutta per sé” intende sostenere la donna nel difficile e determinante momento della denuncia di violenze ed abusi alle Forze dell’Ordine ma anche nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona. Ad oggi, sono state allestite oltre 120 stanze su tutto il territorio italiano.

Soroptimist si occupa anche dell’analisi e dello studio di questi fenomeni d’intesa con i Ministeri delle Pari Opportunità e della Difesa con cui ha sottoscritto uno specifico protocollo.

 

DIRETTIVA 2012/29/UE E IL D.LGS N. 212/2015

In attuazione della Direttiva 2012/29/UE, il d.lgs. n. 212/2015 evidenzia il ruolo della persona offesa nel processo penale in modo del tutto inedito per il nostro sistema.

Sono numerose le modifiche a tutela della vittima durante la sua audizione (nel corso delle indagini, nell’incidente probatorio e nel dibattimento). Al potenziamento di tutela imposto dalla direttiva europea non corrisponde, però, l’estensione delle modalità protette nel dibattimento ai testimoni maggiorenni non vittime (ma vulnerabili).

Il legislatore, con la legge di attuazione della direttiva europea 29 del 2012, ha riconosciuto che esiste, oltre all’interesse della collettività al perseguimento degli autori di reati, il diritto della vittima ad essere tutelata nel processo.

Non dimentichiamo che l’Italia è stata severamente condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la mancata adozione delle misure di protezione necessarie a tutelare una vittima di violenza domestica, in violazione dell’obbligo di proteggere le persone vulnerabili e del dovere dello Stato di instaurare un procedimento penale effettivo e tempestivo, senza ritardi ingiustificati (la nota sentenza 2 marzo 2017 Talpis). Ci auguriamo che una ‘negligenza’ del genere da parte dello Stato non debba più ripetersi.

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