GESSICA NOTARO A SANREMO

GESSICA NOTARO A SANREMO
7 Febbraio 2020 Francesco Ciano
sanremo 2020

GESSICA NOTARO A SANREMO CANTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

La violenza sulle donne cantata da Gessica Notaro a Sanremo e urlata da Rula Jebreal ha scosso l’Ariston.

La faccia e il cuore” è il brano con cui Gessica si è esibita in coppia con il cantautore Antonio Maggio nella prima serata della kermesse. Un brano che non poteva non trattare della violenza sulle donne.

La modella riminese ha vissuto sulla sua pelle la violenza: è stata aggredita con l’acido dal suo ex fidanzato, lo sappiamo tutti.

La sua canzone è il manifesto contro la violenza sulle donne in questa 70esima edizione del Festival di Sanremo. E’ una donna con grande forza e talento che non si è mai arresa e che sul palco ha conquistato il pubblico.

 

GESSICA NOTARO A SANREMO:

UNA STORIA DI RINASCITA DOPO UN ENORME DOLORE

Ermal Meta, autore del brano “La faccia e il cuore” insieme ad Antonio Maggio, in precedenza aveva già affrontato il tema della violenza sulle donne nei suoi testi.

Su Instagram ha postato questo messaggio:

Gessica Notaro mi ha fatto venire i brividi. Le sue cicatrici sono il tatuaggio che il destino ha lasciato su di lei e credo che lei abbia una forza immensa. Ma ci sono anche le cicatrici che non si vedono e che fanno ugualmente male. Questa canzone è per tutti e io sono fiero di aver fatto la mia parte“.

Dal canto suo, Antonio Maggio (coautore ed interprete del brano in coppia con Gessica) ha commentato così:

Abbiamo questa grande fortuna noi artisti, poter utilizzare la musica come strumento per veicolare messaggi importanti”.

Gessica ha cantato la rinascita dopo un enorme dolore. Ha saputo reagire con forza, indossando una benda sull’occhio sinistro a muso duro e passo fiero e non ha mai abbandonato le sue passioni (musica, TV). Continua a stare all’erta, a fare attenzione ed è tuttora scortata e protetta dai suoi ‘angeli custodi’ che la seguono sempre e ovunque.

 

“L’AGGRESSIONE CON L’ACIDO È UN TENTATO OMICIDIO”

Il 10 gennaio 2017, Gessica Notaro è stata aggredita dall’ex fidanzato sotto casa della madre, nella periferia di Rimini. Lo aveva lasciato dopo una storia di 3 anni, perché era geloso e violento. Lo aveva denunciato per stalking e, a seguito del divieto di allontanamento, doveva stare lontano 50 metri da lei.

Dopo una cena fuori con il suo ragazzo, la modella, ex miss Romagna e cantante esordiente, vide nel buio (erano le 22,30) Eddy, il suo ex, vestito di nero, appostato nel parcheggio sotto casa. La guardò senza dire nulla, aveva in mano una bottiglia di plastica. Con un gesto rapido e brusco gliela rovesciò in faccia. Il viso le bruciava, provò a rincorrere invano il suo aggressore. Rendendosi conto di cosa fosse successo, citofonò a sua madre: “Aiutami, Eddy mi ha tirato l’acido”.

Poi, la corsa in ospedale, l’intervento all’occhio per tentare di salvarle la vista.

Gessica è stata sfregiata dall’ex 31enne Jorge Edson Tavares con l’Idraulico Liquido, il prodotto usato per sgorgare gli scarichi, contenente sostanze altamente corrosive.

Gessica oggi ha 30 anni, è rimasta parzialmente sfigurata e con danni permanenti ad un occhio ma ha ripreso la sua vita.

A novembre 2018 il suo aguzzino è stato condannato dalla Corte di Appello di Bologna a 15 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione per aggressione, stalking e lesioni gravissime senza alcuna attenuante perché Tavares ha agito con la ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola della sua bellezza e della sua identità.

Gessica Notaro, che combatte in prima linea contro la violenza sulle donne, crede fermamente che certi casi di estrema violenza (come lo sfregio) debbano essere equiparati al tentato omicidio. Alle donne che hanno subito gravi violenze “serve la stessa protezione prevista per i pentiti di mafia”.

I soggetti pericolosi devono essere sottoposti a sorveglianza speciale, prevista dal Codice antimafia e adottata nei confronti di mafiosi e ultrà del calcio.

Denunciate, chiedete aiuto a tutti” consiglia Gessica Notaro alle donne vittime di violenza. L’aggressore, sentendosi accerchiato dagli sguardi, avrà più difficoltà a muoversi perché si sentirà osservato da tutti.

 

GESSICA NOTARO A SANREMO DEFINISCE LA MUSICA “UN BALSAMO INFALLIBILE”

Cantare la mia storia spero possa aiutare le altre donne” dichiara Gessica Notaro.

Per lei, la musica è un balsamo infallibile. Il suo dolore lo esorcizza così, testimoniando nella speranza di poter aiutare le altre donne.

Per il suo brano, è stata scelta musica pop, che ha il potenziale di arrivare a tutti.

Come ha spiegato lei stessa, Gessica e Junior Cally hanno solo una cosa in comune: la maschera.

Lui la usa per idolatrare la violenza, io per coprire i segni della violenza“ ha specificato in conferenza stampa all”Ariston Roof, a conclusione della prima serata del Festival di Sanremo.

Non dobbiamo vergognarci noi donne ma loro, gli uomini violenti. Non ho voluto prendere posizione di fronte alla questione Junior Cally. Non abbiamo voluto alimentare la polemica perché abbiamo pensato che portare un messaggio di speranza potesse bastare“.

 

IL TESTO DELLA CANZONE

Riportiamo, di seguito, il testo della canzone (scritto a quattro mani da Antonio Maggio ed Ermal Meta) che ha permesso a Gessica Notaro di cantare a Sanremo contro la violenza sulle donne raccontando la sua storia.

 

“LA FACCIA E IL CUORE”

Ora guardati allo specchio

e dopo dimmi cosa vedi.

Tanto silenzio in un pugno di stelle

ma c’è una donna ancora in piedi

sei ancora in tempo a decidere che

non conta niente all’infuori di te

e che i baci non mordono

gli abbracci non rompono.

E adesso guardami invece tu e dimmi se mi riconosci.

Lo so che sono un po’ cambiata

ma se ti impegni un po’ ci riesci

potevi sciogliermi i dubbi che avevo

o i miei capelli e sentirmi più bella

però mi hai sciolto il sorriso

ma io ho quello di riserva.

Tieni le mani in tasca

tieni le mani in tasca

che se le tiri fuori

non fai la differenza.

Tieni le mani in tasca

tieni le mani in tasca

che se le tiri fuori

è per una carezza

solo una carezza.

Si muore pure restando in vita

quando si resta indifferenti

sembrano cose da telegiornale

finché non saltano pure i denti

i segni restano distintivi

che per la vita mi porto dentro.

Donna coraggio, donna vera,

donna che non devi stare zitta

non dare troppa confidenza al dolore

perché altrimenti se ne approfitta

finché c’è fiato per dire basta

c’è ancora un fiore dopo una tempesta

ma tu non devi scegliere

tra la faccia e il cuore.

E ho imparato che i baci non mordono

che gli abbracci più forti guariscono

che la vita è uno spazio da conquistare finché te ne rimane

e ho imparato persino ad amare

anche se non è stato facile.

Devi salvare la faccia e il cuore

la faccia e il cuore.

 

L’URLO DI RULA JEBREAL: “NON DOBBIAMO PIÙ AVERE PAURA”

Nella prima serata del Festival, oltre alla presenza di Gessica Notaro a Sanremo, il tema della violenza sulle donne è stato anche al centro di un monologo, quello della giornalista Rula Jebreal.

Ha parlato a cascata davanti agli occhi pietrificati della figlia e ad un pubblico incredulo.

Ha raccontato brandelli di vita che lasciano senza fiato.

Mia madre si è suicidata, dandosi fuoco, quando avevo 5 anni, è stata brutalizzata e stuprata due volte”. La prima volta da un uomo all’età di 13 anni, la seconda da un sistema che non le ha permesso di denunciare.

Il suo corpo era qualcosa di cui voleva liberarsi, era stato il luogo della sua tortura“.

Con tono pacato ma duro, Rula ha proseguito: “Non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore e musica“.

Ha denunciato una verità amara, crudele: “noi donne non siamo mai innocenti, perché abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto, perché siamo troppo belle o troppo brutte, insomma ce la siamo voluta”.

Non chiedete mai più come era vestita ad una donna che è stata stuprata. Mia madre non ha avuto la forza di affrontare quella domanda”.

Rula invita le donne a parlare e gli uomini a indignarsi con le donne di fronte alla violenza.

“Lasciateci essere quello che siamo e quello che vogliamo essere. Siate nostri complici e nostri compagni”.

Esorta gli uomini a indignarsi insieme alle donne “quando qualcuno ci chiede: lei cosa ha fatto per meritare quello che ha vissuto?”. L’invito è quello di “cercare le parole giuste“.

Un monologo forte, che ha spiazzato tutti ed ha fatto alzare in piedi gli spettatori con gli occhi umidi per una standing ovation.

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