PROTOCOLLO FARMACIE PER PROMUOVERE IL 1522

PROTOCOLLO FARMACIE PER PROMUOVERE IL 1522
8 Aprile 2020 Francesco Ciano

PROTOCOLLO FARMACIE PER PROMUOVERE IL 1522 IN TEMPI DI COVID-19

 

L’1 aprile scorso, la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, Andrea Mandelli (presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani), Marco Cossolo  (presidente di Federfarma) e Venanzio Gizzi (presidente di Assofarm) hanno firmato un protocollo Farmacie per promuovere il 1522 in tempi di Covid-19.

Il protocollo d’intesa ha l’obiettivo di potenziare l’informazione antiviolenza nelle farmacie in tempi di Coronavirus e di grande difficoltà a denunciare per le donne vittime di violenza domestica, maltrattamenti in famiglia e stalking.

Le farmacie sul territorio nazionale riceveranno opuscoli per aiutare le donne a conoscere il 1522, numero verde nazionale antistalking e antiviolenza gratuito e attivo 24 ore su 24. In tal modo, le vittime potranno accedere rapidamente alle prime indicazioni utili per prevenire ed affrontare efficacemente situazioni di violenza o di stalking.

La diffusione del servizio 1522 verrà rafforzata anche attraverso l’esposizione di un cartello.

Elena Bonetti ha anche firmato il decreto con iter straordinario per l’erogazione dei fondi 2019 prevedendo la priorità assoluta dell’impiego dei fondi stessi nei centri antiviolenza, soprattutto per le iniziative da adottare in questi giorni di emergenza sanitaria per il rischio di contagio da Coronavirus.

Scopriamo di più.

 

PROTOCOLLO FARMACIE PER PROMUOVERE IL 1522 ED USCIRE DALLA VIOLENZA

Sono le farmacie e i supermercati gli unici esercizi aperti in questo periodo di pandemia. Un periodo doppiamente pericoloso per le donne vittime di violenza domestica e di stalking. Costrette alla convivenza forzata h24 in casa con i loro aguzzini, rischiano molto di più ed hanno meno possibilità di allontanarsi per denunciare la violenza. Violenza a cui assistono anche i figli.

Queste donne hanno una chance in più, da oggi: recarsi in farmacia per chiedere informazioni, conoscere il 1522 e scoprire rapidamente cosa possono fare per difendersi e chiedere aiuto.

La ministra Elena Bonetti, giorni fa, si è rivolta a loro: “Se subite violenza, chiedete aiuto. Non temete l’autocertificazione perché fuggire dalla violenza è una necessità.

Al di là dell’autocertificazione, il problema per le vittime è trovare il modo di uscire di casa con i loro figli per scappare e pianificare la fuga dalla violenza.

Cosa fare? Come muoversi? Dove andare? A chi rivolgersi? Nelle farmacie, viene loro spiegato tutto questo attraverso il servizio del numero nazionale antiviolenza 1522.

Opuscoli e cartelli nelle farmacie attireranno la loro disperata attenzione.

L’obiettivo – ha dichiarato Elena Bonetti – è essere accanto alle donne in questo momento di ulteriore difficoltà. Le farmacie presenti sul territorio nazionale riceveranno materiale informativo che consentirà alle donne di accedere alle prime indicazioni utili per prevenire ed affrontare in modo efficace eventuali situazioni di violenza o stalking da parte maschile“. “In particolare, sarà rafforzata la diffusione, anche attraverso l’esposizione di un cartello, del numero verde antiviolenza 1522, già attivo h24″.

 

BONETTI FIRMA IL DECRETO PER L’EROGAZIONE DEI FONDI 2019 AI CENTRI ANTIVIOLENZA

Bisbigliano, chiamano dalla doccia o chiuse in stanza. Le donne vittime di violenza domestica non si arrendono ma molte di loro neanche conoscono il 1522 o non sanno come contattare i centri antiviolenza, come muoversi per difendersi dal loro aguzzino.

I centri antiviolenza sono l’unico porto sicuro, le uniche strutture che possono aiutarle ma i fondi non arrivano. Si parla dei fondi stanziati per il 2019, non di quelli relativi al 2020. Una vergogna. Tanto che la ministra Bonetti ha firmato in questi giorni anche il decreto con iter straordinario per l’erogazione dei fondi 2019 considerando l’emergenza Coronavirus.

Quei fondi ordinari stanziati da tempo devono arrivare, devono essere distribuiti nei centri antiviolenza che rischiano di non farcela a gestire tutto. Bonetti ha firmato il decreto in assenza della programmazione da parte delle Regioni, richiesta di solito nell’iter ordinario, perché in tempi di Covid-19 l’emergenza nell’emergenza necessita di tempi rapidi.

Nel decreto è previsto che la parte di risorse destinata ad attività collaterali specifiche per contrastare la violenza sulle donne (10 milioni di euro) dovrà essere utilizzata per sostenere le iniziative che i centri antiviolenza e le case rifugio devono adottare in piena emergenza. Restano confermati i 20 milioni di euro da destinare all’attività ordinaria dei centri antiviolenza e delle case rifugio.

 

PROTOCOLLO FARMACIE PER PROMUOVERE IL 1522: ULTERIORI DETTAGLI

Il protocollo d’intesa che avvia il potenziamento dell’informazione riguardo al servizio 1522 prevede che le farmacie di tutta Italia espongano un cartello informativo sul 1522 e non solo.

Verrà distribuito un promemoria sulle altre principali informazioni da fornire alle vittime che desiderano uscire dalla situazione di violenza o stalking (ricerca dei riferimenti dei centri antiviolenza sul sito 1522 o sulla app youPOL, richiesta di aiuto chiamando il 112).

In Italia, preoccupa il crollo delle richieste di aiuto e delle denunce ed i farmacisti sono pronti a raccogliere gli SOS promuovendo il numero verde antiviolenza.

I farmacisti non si sostituiranno né alle forze dell’ordine né alle strutture preposte alla tutela e protezione delle donne vittime di violenza domestica e di stalking. Si limiteranno a fornire alle donne tutte le indicazioni necessarie.

In farmacia veniamo a conoscenza di situazioni di forte disagio e grazie al dialogo che instauriamo quotidianamente con empatia e riservatezza possiamo assistere queste donne, fornendo loro tutte le informazioni utili per prendere coscienza della propria condizione e incoraggiarle ad autotutelarsi” ha dichiarato Marco Cossolo presidente di Federfarma.

Le farmaciste e i farmacisti italiani faranno tutto il possibile per offrire supporto alle donne esposte al rischio di violenza domestica. Non possiamo permettere che in questo momento alla sofferenza si aggiunga altra sofferenza, che può e deve essere evitata. Le donne sappiano che anche in queste dolorose circostanze possono contare sui farmacisti in tutto il Paese” ha annunciato il presidente della FOFI, Andrea Mandelli.

 

LINEE GUIDA DEL QUOTIDIANO SANITÀ

Sul sito ufficiale del Quotidiano Sanità sono disponibili online le Linee guida per un piano sicurezza in emergenza Coronavirus che potete trovare qui.

Da queste Linee Guida abbiamo estrapolato alcune raccomandazioni utili per le donne vittime di violenza e stalking:

– Non rivelare l’intenzione di lasciare il partner e di chiedere aiuto ad un centro antiviolenza.

– Rivolgiti direttamente ad un centro antiviolenza, chiamando il 1522 o andando sul sito 1522.eu nella sezione mappatura o utilizzare le app App1522 e YouPol.

– Porta sempre con te le chiavi di casa e dell’auto, nonché i documenti personali e dei tuoi figli.

– Nei momenti di tensione dirigiti verso la porta di ingresso per uscire immediatamente dall’abitazione. Evita di andare in cucina, dove ci sono oggetti pericolosi, o in ambienti in prossimità di scale e finestre.

– Chiama il 112 in caso di minaccia o aggressione fisica, di fuga con minori e se il maltrattante possiede armi.

In particolare, alle donne vittime di stalking si raccomanda di:

– Conservare messaggi, chiamate, lettere, e-mail e tutte le prove relative allo stalking;

– Cambiare abitudini per confondere lo stalker;

– Cambiare le password dei propri social network e la casella postale elettronica;

– Informare colleghi, datori di lavoro, amici e parenti per creare una rete di aiuto.

 

Ci stiamo abituando all’idea del procuratore di Trento Sandro Raimondi,

che ha preso di recente una decisione epocale.

Sarà il maltrattante a dover lasciare la casa, non la vittima e i figli

per non esporli né alla violenza né al rischio Covid-19.

Questa decisione deve essere presa in tutta Italia.

Nei centri possono benissimo andare gli aggressori.

Sono loro a dover fuggire da se stessi, non le vittime (figli inclusi) a dover scappare dai criminali in tempi rischiosi come questi.

 

 

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