STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA

STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA
Agosto 26, 2019 Francesco Ciano
STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA

STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA: PROVE IN AULA, TERAPIE

 

Approfondire la correlazione tra Stalking e conseguenze psicologiche sulla vittima è inevitabile considerando il fatto che l’ansia e la paura provocate nella vittima stessa sono effetti basilari per definire il reato di atti persecutori.

L’art. 612-bis del Codice penale punisce chiunque “con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Lo stalking, per essere tale, deve provocare nella vittima paura, uno stato di ansia grave e perdurante, estremo disagio psicologico, offendere la sua libertà morale (ovvero la sua integrità psichica) fino ad alterare il suo stato di salute.

Quali conseguenze psicologiche può rischiare una vittima di stalking che prova timore per la propria incolumità o quella di un prossimo congiunto? Che succede nella mente di una donna minacciata di morte, pedinata, perseguitata costantemente anche via mail, sms o social network? Costretta per questo a modificare le proprie abitudini di vita o, addirittura, a cambiare città pur di sfuggire al suo stalker?

Dal turbamento psicologico/emotivo al disturbo post-traumatico da stress, scopri tutto quello che rischia una vittima di stalking e quali sono gli approcci terapeutici adeguati per alleviare i sintomi più gravi.

 

STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA: RISCHI E PROVE IN TRIBUNALE

E’ importante analizzare la correlazione tra Stalking e conseguenze psicologiche sulla vittima sia per mostrare i rischi a cui va incontro a livello psichico (oltre che fisico) sia per capire in che modo la vittima può dimostrare il suo stato psichico compromesso durante il processo contro il suo aguzzino. Dal punto di vista psico-giuridico bisogna dimostrare lo stretto legame, anzi il nesso causale fra danno e reato di stalking.

La valutazione di queste conseguenze psicologiche avviene, generalmente, durante il processo contro lo stalker. In aula dovrà essere dimostrato che le condotte persecutorie hanno provocato un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità. Dimostrarlo non è sempre facile; ecco perché si rivela essenziale conoscere le reali conseguenze psicologiche dello stalking attraverso un’analisi terapeutica eseguita da esperti per dimostrare in tribunale che si sia verificato almeno uno dei tre elementi previsti dall’art. 612 bis del c.p.

Al di là del processo, verificare eventuali conseguenze psicologiche derivanti dallo stalking subito è determinante per avviare terapie appropriate, per aiutare la vittima a recuperare l’equilibrio psico-fisico, una vita normale.

A tal scopo, negli ultimi anni, sono nate molte associazioni e profili professionali specializzati per consigliare alle vittime di stalking approcci terapeutici adeguati.

Quali sono tutte le possibili conseguenze psicologiche dello stalking?

 

STALKING E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE SULLA VITTIMA: BENESSERE PSICOFISICO MESSO KO

Lo stalking altera in modo significativo il benessere psicologico della vittima portando a conseguenze che possono essere molto diverse tra loro a seconda dell’intensità e gravità degli atti persecutori subiti ma anche della sensibilità e carattere della vittima stessa.

La vittima di stalking prova diverse sensazioni a livello psicologico ed emozionale: paura, ansia, rabbia, sensi di colpa, vergogna, impotenza, disperazione.

In gran parte dei casi, il persecutore è una persona che è o è stata legata alla vittima e questo particolare è un’aggravante in quanto sconvolge ancora di più, intensifica nella vittima il disagio emotivo.

Subire stalking porta ad un elevato livello di stress, ansia e paura costante, uno stato di ipervigilanza. Si perde l’autostima, la fiducia nel rapporto: la vita sociale della vittima viene compromessa.

Il più delle volte, la vittima si sente abbandonata, ha la forte sensazione di aver perso il controllo sulla propria vita.

In certi casi, si adatta inconsciamente alle continue minacce da parte dello stalker per ridurre, automaticamente, la propria vulnerabilità: per soffrire meno, riduce forzatamente la propria sensibilità.

Per sfuggire ad appostamenti o pedinamenti, la vittima modifica le proprie abitudini di vita (cambia lavoro, casa o città): tutto questo incide pesantemente sulla sua vita sociale finché il benessere psicofisico crolla.

Quando lo stalking coinvolge anche familiari, amici o conoscenti della vittima, cresce in quest’ultima la tensione ed un profondo senso di colpa: paradossalmente, si attribuisce la responsabilità per quello che sta subendo.

 

DALL’ANSIA CRONICA AL PTSD

In questo clima, le possibili conseguenze psicofisiche comprendono:

  • Stress;
  • Stato d’ansia generalizzato;
  • Ipervigilanza;
  • Disturbi cronici del sonno (difficoltà a dormire, insonnia, incubi);
  • Attacchi di panico;
  • Compromissione dei rapporti sociali:
  • Depressione;
  • Disturbi ossessivi-compulsivi;
  • Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD – Post – Traumatic Stress Disorder) tipico delle vittime di traumi come rapine a mano armata, disastri aerei, guerre, gravi incidenti automobilistici, mobbing;
  • Disturbi alimentari (aumento o perdita di peso rilevante) e alla tiroide;
  • Patologie psicosomatiche (parestesie, formicolii, intorpidimenti, palpitazioni, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, tensione cervicale, vertigini e tremore, disturbi dell’apparato gastro-intestinale come gastrite ed ulcera).
  • Stanchezza debolezza, nausea, cefalee croniche, svenimenti;
  • Abuso di farmaci, alcol e sigarette;
  • Avversione sessuale (disgusto, paura, repulsione, diminuzione del desiderio sessuale) al punto tale da trascurare il proprio aspetto fisico;
  • Vaginismo (contrazione involontaria dei muscoli perineali che rende doloroso e quasi impossibile il rapporto sessuale) o irregolarità mestruali;
  • Problemi di depersonalizzazione o cambiamenti negativi della personalità (aumento della prudenza, diffidenza, sospettosità, ansia, aggressività);
  • Pensieri di suicidio.

COS’È IL PTSD?

Il Post – Traumatic Stress Disorder (PTSD) o disturbo post-traumatico da stress, è un insieme di sintomi conseguenti ad un evento traumatico di forte impatto emotivo.

Il trauma viene rivissuto in forma di:

–       pensieri, sensazioni che il trauma possa ripetersi;

–       ricordi;

–       sogni ricorrenti e invasivi;

–       disagi psicologici a seguito di stimoli interni o esterni con caratteristiche simili all’evento traumatico;

–       iperreattività fisiologica che si manifesta con uno stato di allerta aumentato e la tendenza ad evitare stimoli collegati al trauma stesso con conseguenti amnesie dissociative.

In caso di stalking, l’evento traumatico è associato a minacce di morte, gravi lesioni, atti persecutori persistenti, che creano angoscia.

I sintomi del PTSD spingono la vittima ad isolarsi, a ridurre l’interesse per le attività sociali, a distaccarsi emotivamente dall’ambiente riducendo l’affettività e le prospettive future.

Esiste la forma più grave di Complex Post – Traumatic Stress Disorder (C-PTSD) causata da un’esposizione prolungata ad un trauma cronico (abusi fisici, emozionali, sessuali, maltrattamenti ripetuti nel tempo). Le conseguenze sono la perdita di sicurezza, di fiducia, valore e autostima. Tra i sintomi (oltre a quelli già citati per il PTSD), ritroviamo difficoltà a livello emozionale e interpersonale, cambiamenti nell’auto-percezione e percezione del proprio stalker, alterazione nelle relazioni con gli altri. Si tratta di problematiche riscontrate in gran parte delle vittime di stalking.

Alcuni autori descrivono una sindrome specifica nella vittima di stalking, denominata S.T.S. (Stalking Trauma Syndrome). Questo disturbo è caratterizzato da elementi simili ad altri come il disturbo post traumatico da stress (DPTS), la sindrome da maltrattamento e la sindrome da trauma da rapimento.

 

QUALI SONO LE TECNICHE DI SUPPORTO PSICOLOGICO EFFICACI PER LE VITTIME DI STALKING?

Stalking e conseguenze psicologiche sulla vittima hanno condotto da tempo gli esperti ad introdurre standard terapeutici finalizzati a fornire sostegno e miglioramento delle condizioni di alterazione psicofisica patita da chi subisce atti persecutori e violenze.

Il percorso psicologico ha due obiettivi: analizzare la storia clinica e il livello di persecuzione e minacce subite ed attuare ogni strategia utile per contrastarle.

Innanzitutto, è necessario invogliare la vittima a dire basta al senso di impotenza cercando aiuto, rivolgendosi alle forze dell’ordine, informare parenti ed amici inserendosi in una rete sociale per sentirsi più protetta riducendo il senso di abbandono, ipervigilanza, ansia.

Recuperare l’autostima riducendo il senso di impotenza è la prima cosa da fare. Riprendere in mano le redini della propria vita cercando sostegno sociale, legale, interrompendo ogni contatto con il persecutore, riacquistando un senso di sicurezza e fiducia.

E’ perfettamente inutile avviare qualsiasi intervento psicoterapeutico se, prima, non si interviene con strategie anti-molestie per evitare ulteriori stress che possano ostacolare la guarigione.

L’intervento psicoterapeutico si basa sulla terapia cognitiva comportamentale.

Nella prima fase della cura, si procede con una psico-educazione sullo stalking (reazioni del persecutore e della vittima) mirata alla consapevolezza della propria situazione.

In seguito, si incoraggia la vittima a richiedere sostegno sociale e legale, adottando misure preventive di protezione, bloccando qualsiasi contatto con lo stalker. Si può consigliare alla vittima anche di prendere lezioni di autodifesa: tutto pur di ridurre il senso di impotenza, recuperare autostima e fiducia in se stessa, uscire dal tunnel che ha messo a dura prova il suo equilibrio psichico.

Bisogna agire sulla convinzione patologica di subire nuove aggressioni, sull’estrema vulnerabilità in cui versa la vittima. Si punta a ristabilire una visione più realistica ed accettabile del proprio senso di sicurezza, a superare ansia, terrore e isolamento, eliminare i componenti emotivi disturbanti

Per uscire dall’isolamento, la vittima può trovare beneficio dai gruppi di auto-aiuto in cui prevale un senso di condivisione e reciproca comprensione tra persone che hanno vissuto la stessa esperienza.

Se necessario, la farmacoterapia può costituire un intervento aggiuntivo a quello psicologico ma bisogna fare attenzione a prescrivere dosi basse: secondo gli esperti, risultano utili gli antidepressivi di nuova generazione, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) utilizzati nel trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress.

 

CONOSCERE TUTTE LE POSSIBILI CONSEGUENZE PSICOLOGICHE CHE UNA VITTIMA DI STALKING PUÒ RISCHIARE È IMPORTANTE PER EVITARLE IL PIÙ POSSIBILE. COME?

Reagendo in tempo, denunciando il persecutore nelle prime fasi di stalking con tutta l’intenzione di allontanarlo dalla propria vita prima che possa creare seri danni psicofisici.

 

 

 

 

 

 

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