03-12 VIOLENZA SULLE DONNE

03-12 VIOLENZA SULLE DONNE
3 Dicembre 2021 Francesco Ciano
violenza sulle donne

VIOLENZA SULLE DONNE: NUOVI DATI DELLA POLIZIA CRIMINALE PUBBLICATI SUL SITO DEL VIMINALE

Il 24 novembre, alla vigilia della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono stati pubblicati sul sito del Viminale i dati della Polizia Criminale. I nuovi dati della violenza sulle donne riferiti al periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 21 novembre 2021 riguardano esclusivamente le denunce presentate. La realtà sommersa resta in ombra, come sempre.

I femminicidi sono in aumento come i casi di Revenge Porn, gli attacchi di deformazione (soprattutto al volto), le violazioni delle misure di allontanamento degli uomini violenti e del divieto di avvicinamento.

Il Viminale ha monitorato, oltre ai femminicidi, le denunce relative alle 4 nuove fattispecie di reato introdotte dal Codice Rosso poco più di due anni fa.

Nel 2021, con il Codice Rosso sono aumentate le denunce ed i casi di reati contro le donne. Qualcosa, negli ingranaggi della ‘macchina’, non funziona.

Il +8% di femminicidi è un dato terrificante: un femminicidio ogni 72 ore. Su 263 omicidi commessi dal 1° gennaio al 21 novembre 2021, 109 vittime sono donne: 93 uccise in ambito familiare o affettivo, di cui 63 per mano del partner o ex partner.

I ‘nemici’ delle donne sembrano infischiarsene dell’inasprimento delle pene o dell’introduzione di nuovi reati nel Codice penale.

L’inasprimento delle pene non è un deterrente. A cosa servono le leggi se nei tribunali italiani le sentenze spesso non rendono giustizia alle donne uccise? Le sentenze contengono ancora termini come ‘gelosia’ e ‘raptus’. La violenza di genere non è un “brutale litigio” o una “relazione burrascosa”: tutti termini che ancora oggi vengono usati nei processi.

 

VIOLENZA SULLE DONNE: I NUOVI DATI DELLA POLIZIA CRIMINALE SUL FEMMINICIDIO (+8%)

Il dato che salta all’occhio è il +8% di femminicidi. Il numero dei femminicidi sale inesorabilmente: su complessivi 263 omicidi volontari commessi dal 1° gennaio al 21 novembre 2021, 109 vittime sono donne (contro le 101 dello stesso periodo nel 2020).

Il 35% dei femminicidi (93) è avvenuto in ambito familiare o affettivo: 63 donne (il 7% in più) sono state uccise dal partner o ex partner. In dettaglio, l’autore del femminicidio è il marito o il convivente (36% dei casi), il fidanzato o ex fidanzato (20%), l’ex marito o ex convivente (36%).

 

VIOLENZA SULLE DONNE E CODICE ROSSO: L’ANALISI DELLA POLIZIA CRIMINALE

La Legge 694/2019 (Codice Rosso) è entrata in vigore ad agosto 2019. Per potenziare la tutela delle donne vittime di violenza di genere, questa legge ha introdotto nuove fattispecie di reato:

  • Revenge Porn (art. 612 ter), ovvero la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti;
  • Deformazione dell’aspetto della persona tramite lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.);
  • Costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.) finalizzato a contrastare il triste fenomeno delle spose bambine e dei matrimoni forzati;
  • Violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e delle misure di allontanamento dalla casa familiare (art. 387-bis c.p.).

Dall’entrata in vigore del Codice Rosso, la direzione centrale della Polizia Criminale (Servizio Analisi Criminale) ha elaborato un report in base ai dati raccolti da tutte le Forze di Polizia che traccia un bilancio delle problematiche legate al fenomeno della violenza sulle donne con un focus sui dati relativi agli ultimi 10 mesi del 2021 confrontati con lo stesso periodo del 2020.

Nell’analisi dettagliata, vengono indagati anche i reati spia, i cosiddetti indicatori di violenza di genere (maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, stalking-atti persecutori).

 

AUMENTANO I CASI DI REVENGE PORN (+45%)

I reati di Revenge Porn aumentano del 45% rispetto allo stesso periodo del 2020: in gran parte dei casi, le vittime sono donne (73%) italiane (87%), maggiorenni (82%).

Dall’entrata in vigore del Codice Rosso si contano complessivamente 2.329 denunce di diffusione illecita di immagini o video con contenuto sessualmente esplicito. Il maggior numero di violazioni in assoluto si registra in Lombardia, Campania e Sicilia. Se, però, si mette in rapporto il numero di reati con la popolazione residente il fenomeno è più diffuso in Molise, Sicilia e Sardegna.

Quest’anno (fino al 31 ottobre 2021) i casi registrati sono 1.099.

 

I CASI DI DEFORMAZIONE CON LESIONI PERMANENTI AL VISO (+35%)

Dall’entrata in vigore del Codice Rosso i reati di deformazione dell’aspetto della persona con lesioni permanenti al viso commessi sono stati 143. Il fenomeno è drammaticamente in crescita: si passa da 46 casi nel 2020 a 62 casi nel 2021 (+35%).

Il fenomeno è preoccupante in linea generale considerando che nel 78% dei casi le vittime sono uomini, nel 22% dei casi sono donne. Gli autori sono uomini per il 92%. Tra le donne vittime, si tratta di maggiorenni nel 93% dei casi e italiane (66%).

 

VIOLAZIONE DELLE MISURE DI ALLONTANAMENTO E DI DIVIETO DI AVVICINAMENTO (+10%)

Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2021 sono cresciute del 10% le violazioni delle misure di allontanamento dalla casa familiare e dei divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima: si è passati da 1.584 a 1.740 casi. Le Regioni dove si registra il maggior numero di violazioni sono Sicilia (585), Lazio (452), Lombardia (398), Piemonte (386) e Campania (340).

Dall’entrata in vigore del Codice Rosso, le violazioni complessive registrate in Italia sono 4.234. Le Regioni più virtuose, con meno denunce, sono Valle d’Aosta, Molise e Umbria.

A seguito della riforma dell’art. 387 bis del c.p.p. prevista dalla Legge Cartabia, questo reato è punibile con l’arresto ma c’è un problema nell’applicazione di questa norma: contrasta con l’art. 280 del c.p.p. che, in tema di misure coercitive, di fatto comporta l’immediata scarcerazione.

 

COSTRIZIONE AL MATRIMONIO (+143%)

Il reato di costrizione o induzione al matrimonio introdotto con il Codice Rosso, nei primi 10 mesi dell’anno registra un aumento del 143% passando da 7 a 17 casi. L’incremento è legato alla graduale conoscenza della nuova norma ed alla maggior propensione a denunciare. Il fenomeno interessa prevalentemente donne (86%) straniere (68%).

 

REATI SPIA, PROFILI DEMOGRAFICI DELLE VITTIME E DEGLI AUTORI DEI REATI

Nel Report elaborato dalla CriminalPol trova spazio l’analisi dei reati spia (stalking, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia), dei profili demografici degli autori dei reati e delle donne vittime dei reati di specie.

Gran parte delle vittime ha un’età compresa tra i 31 ed i 44 anni, cui segue la fascia di età compresa tra 18 e 30 anni. Nei primi 10 mesi del 2021 (come per il 2020), la percentuale di vittime minorenni resta stabile all’8%.

Gran parte degli autori dei reati è di nazionalità italiana (73%) ed ha un’età compresa tra i 31 ed i 44 anni: segue la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni e quella tra i 18 e 30 anni, mentre si registra un 2% di minorenni.

Gli ammonimenti del questore per violenza domestica e stalking sono cresciuti del 18%, mentre le misure di allontanamento dalla casa familiare sono diminuiti del 4% rispetto all’anno precedente.

 

IL COMMENTO DELLA MINISTRA DELLA GIUSTIZIA MARTA CARTABIA, ALLO STUDIO NUOVE MISURE

Troppe donne uccise, troppe richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà“. Sono le parole di Marta Cartabia, ministra della Giustizia, un modo come un altro per dire “la legge ha fallito”, il sistema non sta funzionando. E’ evidente, è sotto gli occhi di tutti.

Nuovi reati introdotti, pene più severe, campagne di prevenzione, centri d’ascolto e, intanto, i casi di femminicidio crescono dell’8%. L’ultimo caso, quello della 34enne Juana Cecilia Loayza, fa riflettere: è stata uccisa da un recidivo, l’ex denunciato due volte per stalking.

Il Governo pensa a nuove misure, a procedure più adeguate, interventi sul codice penale e di procedura penale per potenziare gli strumenti di prevenzione, aumenti di pena per i delitti di percosse e lesioni, procedibilità d’ufficio. Le stesse misure di allontanamento della casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima devono essere più efficaci perché troppe volte violare queste misure si rivela fatale.

Si pensa ad estendere l’utilizzo del braccialetto elettronico: in caso di rifiuto da parte del reo, potrebbero scattare gli arresti domiciliari.

Bisogna anche lavorare – ha aggiunto Marta Cartabia – sulla formazione e specializzazione di pm e giudici chiamati a decidere in base al rischio ed alla pericolosità del soggetto.

Il 63% delle donne vittime di violenza non si confida neanche con un’amica. I segnali lanciati da molte delle donne che denunciano vengono tuttora sottovalutati. E’ triste ammetterlo ma non si è ancora in grado di distinguere tra violenza domestica e lite familiare. La durata dei procedimenti (civili, penali, minorili) è eccessiva.

FRANCESCO CIANO

 

 

 

 

 

Francesco CIANO

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