11/08 EMENDAMENTO ANNIBALI

11/08 EMENDAMENTO ANNIBALI
11 Agosto 2021 Francesco Ciano

EMENDAMENTO ANNIBALI: ARRESTO IN FLAGRANZA PER STALKER CHE VIOLANO IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO

A fine luglio, è stato approvato l’emendamento Annibali alla Riforma della Giustizia (Riforma Cartabia). Prevede l’arresto in flagranza per stalker, uomini violenti ed ex che, nonostante il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima disposto dal giudice, continuano a perseguitare le loro vittime.

L’emendamento di Lucia Annibali (deputata di Italia Viva) va a colmare una lacuna significativa del Codice Rosso. Finora, lo stalker che trasgrediva al divieto di avvicinamento imposto dal giudice veniva sanzionato ma non poteva essere arrestato in flagranza di reato dalla Polizia o dai Carabinieri mentre cercava, ad esempio, di sfondare una porta o stalkerizzare la ex oppure i figli.

Da oggi, il fermo da parte delle Forze dell’Ordine è possibile grazie a questo emendamento.

Si tratta di una decisione importante in quanto, il più delle volte, è dopo la denuncia che le donne vittime di violenza rischiano di più, quando vengono emessi i primi provvedimenti contro i loro stalker.

Tante donne – ha ricordato Lucia Annibali – sono state uccise perché non è stato possibile fermare gli ex nonostante i divieti di avvicinamento.

 

EMENDAMENTO ANNIBALI: FERMARE LO STALKER PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Con l’emendamento Annibali vengono inasprite le misure per mariti, ex, compagni violenti che violano i provvedimenti di allontanamento da casa e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. In caso di trasgressione al divieto, scatteranno le manette, l’arresto in flagranza.

Dal 2001, la violazione del divieto di avvicinamento viene punita come reato autonomo, non come semplice aggravante. Finora, però, non era previsto l’arresto in flagranza. Non scattavano le manette: la reclusione arrivava solo a conclusione di un eventuale processo.

Si tratta di violazioni che si verificano sempre più spesso nelle vicende di violenza sulle donne da parte di ex compagni o ex mariti.

Attualmente, l’arresto in flagranza è previsto per lo stalking e per i maltrattamenti in famiglia.

Evitare che dalla minaccia lo stalker passi ai fatti fino a sfociare in esiti tragici (femminicidio, sfregio): questo è l’obiettivo dell’arresto in flagranza in caso di violazione del divieto di avvicinamento. Troppe volte le vittime sono state uccise a seguito di questa violazione.

Da oggi, c’è una difesa in più per le vittime di stalking e maltrattamenti: l’arresto obbligatorio in flagranza per i reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.

Uno strumento in più per scongiurare possibili lesioni, sfregi, femminicidi. Una garanzia in più per le donne vittime di violenza, minacce e maltrattamenti che vengono a trovarsi in situazioni di pericolo.

 

I DATI SUL FEMMINICIDIO IN ITALIA

Dal 1° gennaio al 25 luglio 2021, dei 157 omicidi registrati, 64 vittime sono donne di cui 56 assassinate in ambito familiare/affettivo. Tra queste, 39 donne sono state uccise per mano del partner o ex partner.

Secondo i dati Istat, durante il periodo di lockdown è fortemente aumentato il numero di violenze domestiche sfociate nel femminicidio:

– 45% del totale degli omicidi, nei primi 6 mesi del 2020, contro il 35% registrato nello stesso periodo del 2019;

– 50% del totale nei mesi di marzo e aprile 2020;

– nel 90% dei casi, nel 1° semestre 2020, le donne sono state uccise all’interno delle mura domestiche per mano di partner o ex partner (61%).

Senza scomodare la pandemia, nel 2019 sono stati registrati 101 femminicidi.

 

SULLA PELLE DI LUCIA ANNIBALI L’ORRORE DELLA VIOLENZA

Nel 2013, Lucia Annibali, deputata di Italia Viva, fu sfregiata dall’ex fidanzato. L’avvocata di Pesaro venne aggredita con l’acido da 2 sicari mandati dall’avvocato Luca Varani, il suo ex fidanzato che fu poi condannato a 20 anni per il suo crimine.

Dopo anni di operazioni e ospedalizzazioni, Annibali ha scelto di dedicare la sua vita alla lotta contro la violenza sulle donne, contro gli stalker. Ha provato sulla sua pelle l’esperienza della persecuzione quando ancora non sapeva riconoscerla. Crede sia importante inasprire le pene contro gli aggressori ma è altrettanto importante aiutare le donne a riconoscere lo stalking e la violenza di genere in ogni sua forma. Riconoscere la violenza significa avere più possibilità di difendersi e sopravvivere, di denunciare scongiurando il peggio (dagli attacchi con l’acido fino al femminicidio).

Bisogna lavorare – sottolinea Lucia Annibali – affinché le parole delle donne, fin dalla prima denuncia, vengano ascoltate e credute.

Sul fronte delle leggi e della repressione della violenza, in Italia stiamo facendo abbastanza ma non dal punto di vista culturale. La violenza maschile ha fondamenta antiche, profonde, difficilissime da abbattere“.

Oggi, con l’associazione “Ristretti orizzonti” Annibali racconta la sua storia nelle scuole per sensibilizzare ragazze e ragazzi. Organizza anche incontri tra ex detenuti e figli di detenuti. Bisogna insistere sull’aspetto culturale, è inevitabile perché “è così che si scardinano gli stereotipi violenti“.

 

STALKING E DIVIETO DI AVVICINAMENTO: DISTANZA DA MANTENERE, LUOGHI VIETATI INDIVIDUATI CON PRECISIONE

In termini di divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla vittima, è molto importante stabilire con esattezza i dettagli di questo divieto. Bisogna indicare una distanza precisa da mantenere ed impedire anche l’accesso dello stalker ai luoghi frequentati dalla vittima.

Non è, di certo, facile determinare la distanza da mantenere ma il divieto di avvicinamento deve indicare dettagli precisi, non vaghi.

La sentenza della Cassazione S.U. 6/21 del 30.04.2021 ha chiarito questo aspetto importante. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice non solo può imporre una certa distanza come fascia di sicurezza ma, allo stesso tempo, vietare al persecutore di accedere ai luoghi frequentati dalla vittima per meglio tutelarla.

Il giudice è tenuto ad indicare specificatamente nel provvedimento quali sono i luoghi vietati allo stalker, a cui non può accedere: luogo di lavoro, ristorante, negozio, bar, palestra, abitazione dei genitori della vittima, ecc. a prescindere dalla presenza o meno della vittima nei luoghi indicati. I luoghi proibiti devono essere individuati con precisione.

 

A QUANDO IL FERMO PER GLI STALKER NON COLTI IN FLAGRANZA DI REATO?

Lo stalker potrebbe scappare prima dell’arrivo della Polizia.

Considerando che l’arresto avviene solo se il persecutore viene colto in flagranza di reato, sarebbe stato più utile, come suggerito dalla Commissione sul femminicidio presieduta da Valeria Valente, prevedere il fermo anche per gli stalker non arrestati in flagranza.

Lucia Annibali ammette che sarebbe meglio così ma, al momento, non è stato possibile inserire questa circostanza nel testo della Riforma. Sarebbe, comunque, indispensabile considerare questo punto.

Nella Riforma Cartabia non è stata assolutamente toccata l’irrevocabilità della querela per i reati di stalking e di violenza sessuale.

FRANCESCO CIANO

 

 

 

 

 

Francesco CIANO

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