AFFIDI ILLECITI A REGGIO EMILIA: INCHIESTA ANGELI E DEMONI SUL PLAGIO DI MINORI

AFFIDI ILLECITI A REGGIO EMILIA: INCHIESTA ANGELI E DEMONI SUL PLAGIO DI MINORI
Luglio 9, 2019 Francesco Ciano
AFFIDI ILLECITI REGGIO EMILIA

AFFIDI ILLECITI A REGGIO EMILIA: INCHIESTA ANGELI E DEMONI SUL PLAGIO DI MINORI

 

La violenza ha mille facce e, a volte, queste facce si nascondono dietro maschere di legalità: l’inchiesta Angeli e Demoni sul giro di Affidi illeciti a Reggio Emilia indaga su queste maschere.

La violenza subdola e spietata emersa da questo caso di plagio che sta scuotendo il Paese coinvolge bambini ma anche donne e uomini, le famiglie a cui sono stati strappati.

In Val d’Enza, su impulso del Guardasigilli Alfonso Bonafede, il 3 luglio sono stati inviati ispettori del ministero della Giustizia guidati da Andrea Nocera, capo dell’ufficio. Hanno raggiunto il tribunale dei Minori di Bologna e la procura di Reggio Emilia. Stanno vigilando sull’operato della magistratura ed analizzando i dati raccolti sul caso. L’obiettivo è incrociare i dati che arrivano agli uffici giudiziari per verificare in modo stringente l’andamento delle varie situazioni di affido ai minori e per meglio individuare situazioni critiche.

Dai primi accertamenti investigativi, emergerebbe “un’inquietante rete criminosa ordita ai danni di minorenni sottoposti a veri e propri trattamenti coattivi ricorrendo anche a dispositivi a impulsi elettromagnetici. Non ci sarà nessuno sconto da parte della giustizia” ha concluso Bonafede.

Le commissioni riunite del Senato, su proposta della Lega, hanno deciso di avviare rapidamente una commissione d’inchiesta sulle case famiglia.

Vediamo, nei dettagli, tutto ciò che è emerso finora dall’ inchiesta Angeli e Demoni, chi sono gli indagati, che genere di plagio è stato compiuto ai minori, le storie delle famiglie a cui sono stati tolti per sporchi interessi.

 

AFFIDI ILLECITI A REGGIO EMILIA: IL CASO

 

Le indagini sono iniziate nell’ estate 2018 quando la pm di Reggio Emilia Valentina Salvi ha deciso di fare luce su numerose denunce presentate dai servizi sociali contro genitori ‘violenti’ nei confronti dei propri figli. Fra maltrattamenti ed abusi sessuali, sono emerse relazioni e documenti falsi, pressioni psicologiche sfruttate per plagiare i minori strappati alle famiglie.

Lo scandalo degli affidi illeciti scoppiato nella val d’Enza (Reggio Emilia) il 28 giugno si fonda su un sistema illecito di servizi sociali.

Le piccole vittime sono state letteralmente strappate alle loro famiglie grazie a sofisticati e illeciti escamotage compiuti da operatori dei servizi sociali.

Sono state scritte relazioni ad hoc inviate ai tribunali che mostravano genitori inadeguati per spingere i tribunali stessi ad ordinare di affidare i figli ad un’altra coppia.

Alcuni disegni di bambini sono stati modificati da psicologi inserendo particolari inquietanti per convincere che i piccoli fossero vittime di un abuso sessuale in famiglia.

In alcune sedute, i terapeuti indossavano maschere horror o di personaggi cattivi delle fiabe rappresentando i genitori cattivi.

In una singolare ‘terapia di elaborazione del lutto”, una psicoterapeuta invitava un bambino a fare un funerale al papà per considerarlo emotivamente morto, farlo sparire dai ricordi, cancellarlo.

Uno dei particolari più raccapriccianti: il lavaggio del cervello messo in atto utilizzando una macchina ad impulsi elettromagnetici (la cosiddetta ‘macchinetta dei ricordi’ che altera lo stato della memoria, illegale in Italia) i cui elettrodi venivano applicati alla testa dei bimbi per spingerli a ricordare ‘presunte’ violenze subite in famiglia. I bambini così ‘trattati’ avrebbero dovuto denunciare i loro genitori raccontando di violenze mai subite. Sono stati vittime di vere e proprie torture psicologiche e non.

 

UN’OPERAZIONE CHE HA IMPEGNATO OLTRE 100 CARABINIERI

 

A detta degli inquirenti, sono stati usati questi ed altri metodi per falsificare le relazioni allo scopo di allontanare i minori dai loro genitori e darli in affido ad amici e conoscenti (retribuiti) dei responsabili dei servizi sociali sottoponendoli ad un circuito di cure private a pagamento della Onlus piemontese Hansel e Gretel. Alcuni bambini sono stati affidati anche a titolari di sexy shop e persone con figli suicidi.

Dietro a questo sistema si nasconderebbe una serie di accordi stipulati sottobanco ed una rete di intrecci ed atrocità per alimentare un business illecito di centinaia di migliaia di euro.

Tra i reati contestati: frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

I carabinieri che hanno svolto gli accertamenti riportano che alcune vittime (oggi adolescenti) “manifestano profondi segni di disagio, tossicodipendenza e gesti di autolesionismo“. Sì, perché questo sistema dura da diversi anni: anni durante cui gli appartenenti ai servizi sociali indagati non consegnavano ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali. Lettere e regali che i Carabinieri hanno trovato e sequestrato in un magazzino.

Spesso, i bambini venivano prelevati a scuola senza avvisare i genitori che sarebbero stati presi in affido dai servizi sociali.

Sono stati impegnati oltre 100 carabinieri nell’ esecuzione dell’ordinanza cautelare, colloqui intercettati e decine di perquisizioni domiciliari.

Plagiare bambini convincendoli che i propri genitori li violentano per sottrarli alla famiglia ed affidarli a veri stupratori: esiste una perversione peggiore?

Tutta questa storia nasconde in sé un altro dramma: alcuni di questi bambini, dopo 3-4 anni di lontananza dalle famiglie di origine, potrebbero comunque non tornarci.

 

AFFIDI ILLECITI A REGGIO EMILIA: LA LISTA DEGLI INDAGATI

 

L’inchiesta Angeli e Demoni vede indagate 29 persone.

Tra queste, si trovano agli arresti domiciliari:

  • Andrea Carletti(sindaco di Bibbiano), accusato di falso ideologico ed abuso d’ufficio;
  • Federica Anghinolfidi Montecchio (dirigente servizi sociali Val d’Enza);
  • Nadia Bolognini, di Torino, (psicoterapeuta);
  • Marietta Veltri, di Quattro Castella (coordinatrice servizi sociali Val d’Enza);
  • Francesco Monopoli, di Correggio (assistente sociale Val d’Enza);
  • Claudio Foti(psicoterapeuta di ‘Hansel e Gretel’).

Tra queste sei persone attualmente agli arresti domiciliari, è scattato per Anghinolfi e Monopoli il divieto di esercitare l’attività per sei mesi al pari di altri 9 indagati:

  • Imelda Bonarettidi Sant’Ilario, psicologa dell’Ausl di Reggio;
  • Matteo Mossini, residente a Parma, psicologo dell’Ausl di Reggio;
  • Nadia Campanidi Quattro Castella (responsabile ufficio di piano Unione Val d’Enza);
  • Barbara Caneidi Reggio (servizio sociale Unione Val d’Enza);
  • Sara Gibertinidi Bibbiano (assistente sociale Unione Val d’Enza);
  • Cinzia Magnarellidi San Polo (assistente sociale Unione Val d’Enza);
  • Maria Vittoria Masdeadi Parma (educatrice);
  • Annalisa Scalabrinidi Casalgrande (assistente sociale Unione Val d’Enza);
  • Sarah Testadi Torino (psicoterapeuta di ‘Hansel e Gretel’).

E’ scattato il divieto di avvicinamento ad un minore loro affidato per altri due indagati: Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni di Reggio.

Altri 9 indagati restano a piede libero:

  • Federica Alfieridi Parma (psicologa Ausl);
  • Beatrice Benatidi Correggio (assistente sociale Val d’Enza);
  • Federica Gazzottidi Correggio (addetta stampa Ausl);
  • Katia Guidettidi Quattro Castella (educatrice),
  • Fausto Nicolinidi San Martino (direttore Ausl);
  • Cinzia Prudentedi Montecchio;
  • Marco Scarpati(avvocato); 
  • Valentina Ucchinodi Reggio (neuropsichiatra infantile Ausl Montecchio);
  • Flaviana Murrudi Parma (neuropsichiatra Ausl Montecchio).

In seguito, sono stati aggiunti nel registro della pm i nomi di due ex sindaci, Paolo Colli di Montecchio e Paolo Burani di Cavriago, entrambi accusati di falso ideologico come il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

 

IL SINDACO DI BIBBIANO ANDREA CARLETTI INTERROGATO

 

Il 3 luglio il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, finito ai domiciliari con l’accusa di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, è stato interrogato.

In aula ha parlato per oltre due ore rispondendo alle domande del gip Luca Ramponi e della pm Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta Angeli e Demoni.

Giovanni Tarquini, avvocato difensore del sindaco, ha chiesto la revoca della misura cautelare dichiarando che il suo cliente “ha fornito importantissimi chiarimenti sulla perfetta buonafede e assoluta serenità in coscienza”. Il gip si è riservato di decidere ma il suo parere dovrà confrontarsi con quello della pm che si è presa un paio di giorni per pronunciarsi.

Dopo il sindaco di Bibbiano, si sono presentati in aula altri 6 indagati. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tra questi, il terapeuta Claudio Foti e la moglie Nadia Bolognini della Onlus Hansel e Gretel di Torino, una coppia di affidatari e Marietta Veltri, responsabile dei servizi sociali dell’Unione val d’Enza.

1 Commento

  1. Followgram.net 2 mesi fa

    Nuovi aggiornamenti sull’inchiesta Angeli e demoni, legata agli affidi illeciti a Reggio Emilia : il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha inviato gli ispettori al Tribunale di Bologna e alla Procura di Reggio Emilia per fare luce sullo scandalo venuto alla luce negli scorsi giorni. Nel frattempo sono iniziati gli interrogatori di garanzia delle persone raggiunte da misura cautelare: il primo a comparire davanti al giudice Luca Ramponi al Tribunale di Reggio Emilia e stato il sindaco Andrea Carletti di Bibbiano, agli arresti domiciliari per abuso d’ufficio e falso ideologico. Come riporta Il Resto del Carlino, accompagnato dall’avvocato Giovanni Tarquini, Carlini ha deciso di rispondere alle domande del giudice. Giunto in Tribunale anche Claudio Foti, psicoterapeuta del centro studi di Torino Hansel e Gretel anch egli agli arresti domiciliari. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

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