CATFISHING: COME DIFENDERSI DALLA TRUFFA SENTIMENTALE

CATFISHING: COME DIFENDERSI DALLA TRUFFA SENTIMENTALE
24 Giugno 2019 Francesco Ciano

CATFISHING: COME DIFENDERSI DALLA TRUFFA SENTIMENTALE

 

Puoi chiamarlo catfishing, truffa sentimentale, love scam, romance scam, truffa d’amore o romantica ma la sostanza non cambia. I raggiri tramite account con falsa identità a scopo di estorsione continuano a mietere vittime online.

Il termine ‘catfishing’ (tradotto dall’inglese con pesce gatto) è diventato popolare grazie all’omonimo programma televisivo statunitense in onda su MTV (2012-2017) dedicato proprio a questo fenomeno.

I media hanno raccontato più volte esperienze di donne (ma anche uomini) che intrattengono relazioni virtuali sui social network o su siti e app per incontri senza mai aver conosciuto di persona il partner. In rete è facile giocare ad essere qualcun altro. Il truffatore finge di essere una persona diversa da ciò che è usando foto rubate da altri profili (anche di conoscenti).

Obiettivo: estorcere denaro alle vittime dopo averle corteggiate, lusingate, illuse e fatte innamorare.

In Italia, le donne vittime di truffe sentimentali hanno iniziato a raccontare le loro tristi storie un paio di anni fa, seppure il fenomeno esista da più tempo.

L’attacco parte dal profilo fake di un uomo apparentemente ‘affidabile’, gentile, educato, romantico, affabile. Può spacciarsi anche per militare, poliziotto, professionista in giro per il mondo, ecc. Inizia a gestire la vittima per farla innamorare tramite un call center che, spesso, si trova in un paese del Centro Africa. Quando s’instaura una certa confidenza, inizia a chiedere denaro usando varie scuse: il viaggio per raggiungerla, malattie improvvise, cure costose, incidenti, imprevisti, furti di carte di credito o cellulare, ecc. La vittima ci casca e vedrà prosciugati i suoi risparmi, investiti per amore di una persona che non esiste.

E’ una delle truffe online peggiori. Non è raro che le vittime, quando scoprono l’amara verità dopo aver inviato soldi ai loro finti spasimanti, cadano in depressione o tentino il suicido, talvolta riuscendoci.

 

CATFISHING: PIÙ SUBDOLO E ODIOSO DELLA CLASSICA TRUFFA ONLINE

 

Il catfishing è qualcosa di ancora più odioso e spregevole di una classica truffa. È manipolazione, inganno, una forma di violenza psicologica sottile, subdola, spietata: gioca sui sentimenti di persone vulnerabili, fragili, sensibili, desiderose di affetto, disposte ad accettare tutto pur di illudersi di essere amate, anche di annullare la propria volontà e di farsi plagiare. Questo genere di truffatori fa sentire bella e unica la vittima: passa dai messaggi quotidiani alle confidenze, dalle confidenze al legame virtuale fino a creare una dipendenza affettiva.

Oltre all’estorsione, il catfish può manipolare la sua vittima per un altro scopo: farsi inviare foto intime per, poi, ricattarla (sextorsion). Se la vittima invierà denaro, il truffatore sparirà o continuerà a chiedere altro denaro fingendosi in difficoltà. Se, invece, invierà foto osé, il truffatore la ricatterà: “se non invii i soldi che ti ho chiesto, pubblicherò online le tue immagini private”.

I truffatori possono utilizzare anche software per truccare eventuali video-conversazioni su Skype: convincono la vittima di vedere realmente il loro uomo ma è solo l’ennesimo inganno. L’obiettivo finale è sempre lo stesso: i soldi. Soldi ricevuti tramite Money Transfer, Western Union, bonifici su conti esteri, vaglia, ricariche su carte di credito italiane e straniere, intestate a prestanome.

I soldi e non solo: la forza trainante del catfishing proviene dal desiderio di manipolare, di rendere burattino un altro essere umano.

L’obiettivo è un vero e proprio attacco sadico alla fiducia altrui. Una volta raggiunto lo scopo, il truffatore scompare lasciando la vittima confusa, col cuore spezzato e il conto in banca svuotato, in preda al dolore e alla vergogna.

Il web, come il mondo reale, è pieno di squali. Talvolta, lo squalo di turno non è nigeriano o straniero ma italiano; alcune vittime riferiscono anche di incontri in carne e ossa.

 

CATFISHING: DIPENDENZA PSICOLOGICA COME UNA DROGA

 

Il truffatore innesca la cosiddetta tecnica del love bombing. Fa sentire unica la vittima generando in lei una sensazione di euforia molto simile all’eccitazione data dalla droga. In fase di innamoramento, si attivano le stesse aree del cervello di quando si assumono stupefacenti. Di conseguenza, pur essendo cosciente che qualcosa non torna, la vittima è completamente ‘dipendente’. La parte emotiva prevale su quella razionale. La droga, in questo caso, è il bisogno di un’illusione.

Per questo motivo, molte vittime, anche quando si rendono conto dell’inganno, non riescono ad interrompere il rapporto virtuale e continuano a sentirsi innamorate. Hanno decisamente bisogno di essere ‘disintossicate’, magari con l’aiuto di un terapeuta, di associazioni contro le cybertruffe come A.c.t.a. fondata a Torino nel 2014 da Jolanda Bonino (lei stessa vittima di catfishing) o di gruppi di aiuto-aiuto sui social network dove le vittime si confrontano, comunicano tra loro cercando di ricostruire la propria autostima distrutta e di aiutare altre donne ad evitare truffe del genere.

E’ una sorta di sindrome di Stoccolma (dipendenza psicologica/affettiva in vittime di violenza fisica, verbale o psicologica) tanto che, nei 3 mesi dalla scoperta del raggiro previsti dalla legge per sporgere querela, molte vittime restano in silenzio e non denunciano. Sono ancora infatuate e alcune ci ricascano per estremo bisogno di credere in questo inganno.

Non succede soltanto a casalinghe ingenue e insoddisfatte, ma anche a manager, docenti universitarie, addirittura psicologhe.

 

IL CATFISHING NON RISPARMIA GLI UOMINI

 

Le truffe sentimentali non risparmiano il sesso maschile.

Gli uomini vengono ‘adescati’ da intriganti donne straniere. Inviano una richiesta di amicizia, la vittima di turno accetta e viene subito contattata nella chat privata.

La scammer (con profilo fake gestito, solitamente, da un’organizzazione criminale con sede in Africa o nei Balcani) ci metterà poco a proporre di fare sesso virtuale via webcam.

La ragazza proporrà di continuare la conversazione su Skype o tramite videochiamata e chiederà all’uomo di spogliarsi. Se la richiesta verrà assecondata, la scammer fotograferà la schermata per carpire i fotogrammi compromettenti; filmerà tutto per ottenere un file.

Quel file servirà a ricattare: “o paghi o diffondo in rete su YouTube per rovinarti la reputazione”.

 

COME CAPIRE SE HAI A CHE FARE CON UN CATFISH

 

Il corteggiatore è così gentile, sembra sincero, ti ha raccontato molti dettagli della sua vita. Ti stai affezionando o forse ti stai già innamorando.

In un lampo di razionalità e autocontrollo, vuoi sapere la verità: chi c’è dietro quelle belle parole?

In che modo puoi scoprire se sta usando un’identità falsa oppure no?

Puoi scoprirlo attraverso queste semplici strategie:

  • Prova a chiedergli una videochiamata o di sentirvi al telefono: se il corteggiatore rimanda con mille scuse o si rifiuta sempre, inizia ad insospettirti;
  • Se, peggio ancora, provi a chiedere un appuntamento di persona e lui si rifiuta, lascia che i tuoi dubbi svaniscano: è un catfish. La tattica di chiedergli di incontrarvi di persona dovrebbe restare tale semplicemente per metterlo alla prova: non escludere il fatto che certi catfish provino ad incontrare le vittime anche con intenti di violenza, quindi evita o, al limite, incontralo in luoghi pubblici avvisando amici o parenti;
  • Cerca di osservare bene il suo profilo: noti incongruenze? Un numero spropositato di amici (nessuno in comune con i tuoi) oppure pochissime amicizie che non registrano alcuna attività, con informazioni di fantasia oppure omesse dovrebbero insospettirti. Indaga meglio;
  • Ti riempie subito di complimenti cercando di mostrarsi troppo presto l’anima gemella, l’amante perfetto. Il catfish o scammer inventa le sue storie: fai attenzione a ciò che racconta e verifica che non ci siano incongruenze tra un messaggio e l’altro, confusioni, errori dovuti ad esagerazioni per fare colpo su di te e, ovviamente, alle bugie che è costretto a dire. Non cascarci;
  • Fai attenzione anche al numero di telefono che ti darà: spesso, inizia con il prefisso +4470 (si tratta di un falso numero);
  • Salva la foto del suo profilo sul desktop o copia direttamente l’indirizzo cliccandoci sopra col tasto destro del mouse selezionandolo. Vai su Google Immagini e clicca sull’icona della macchina fotografica. Incolla l’indirizzo della foto (o, in alternativa, trascinala dal desktop all’interno del riquadro) e premi Invio. Se quella foto appare su altri siti, sicuramente il tuo contatto sta usando una foto rubata da altri profili per tentare di truffarti;
  • Fai ricerche su Internet per leggere testimonianze di esperienze simili alla tua. Confrontarsi con persone che hanno vissuto o vivono esperienze come la tua aiuta ad aprire gli occhi, a svegliarsi dall’incubo evitando accuratamente non solo di rimetterci soldi ma l’autostima o, peggio, di cadere in depressione.

 

PROTEGGI LA TUA IDENTITÀ

 

A questo punto, non invierai denaro e non ti lascerai incantare dal finto spasimante neanche se prova ad inviarti fiori a domicilio, cioccolatini o peluche coi cuoricini per far apparire le sue intenzioni più credibili.

Oltre ai tuoi soldi, c’è qualcos’altro però che devi difendere: la tua identità.

Il malintenzionato potrebbe usare le tue informazioni personali e le tue foto per fare truffe con la tua identità. Per proteggerla, rendi visibili informazioni e foto caricate sul tuo profilo solo ad una ristretta cerchia di amici, evitando di creare un profilo pubblico.

Questa accortezza vale per il tuo account Facebook come per Instagram e WhatsApp.

Non accettare richieste di amicizia da parte di chiunque, cerca prima di capire chi è e cosa vuole da te. Inviare foto intime e compromettenti? Non scherziamo.

Evita accuratamente di farti ricattare e di rimetterci anche in salute psicofisica.

 

CATFISHING: COSA DICE LA LEGGE E COME DIFENDERSI IN CASO DI ABUSO

 

Le truffe sentimentali a scopo di estorsione rappresentano un reato come qualsiasi altra truffa.

Il catfishing è perseguibile in quanto furto o creazione di falsa identità ed è quindi punibile dalla legge.

In riferimento alla creazione di un profilo fake di Facebook, la Corte di Cassazione con la sentenza 9391/2014 del 26 febbraio 2014 ha stabilito che non si tratta di un reato sanzionabile penalmente, tuttavia può essere punito in quanto è contrario alle regole del social network.

E’ fuori di dubbio che utilizzare un account falso per molestare altri utenti tramite chat è un reato perché viola l’art. 494 del codice penale (reato di sostituzione di persona): è, pertanto, punito con la reclusione fino ad un anno.

L’art. 494 stabilisce che “chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno”.

Il furto d’identità (utilizzo illecito di immagini e informazioni di un’altra persona) è sempre considerato illegale e punibile con la reclusione: si scontra con il diritto di privacy.

In base all’art. 4 della Legge 196/2003 sulla tutela della privacy se dall’abuso consegue un danno, l’illecito è punito con la reclusione da sei a diciotto mesi, mentre se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

Senza contare che il furto d’identità o la creazione di una falsa identità può ledere psicologicamente ed emotivamente la vittima, portarla alla depressione, al suicidio o tentato suicidio.

Se ti hanno rubato l’identità o hai subito una truffa, dopo aver avvertito il social network devi subito sporgere querela denunciando alla Polizia il profilo fake.

 

CATFISHING: I DATI IN ITALIA

 

Nonostante Facebook abbia chiuso circa 3 miliardi di falsi profili da ottobre 2018 a marzo 2019, le truffe via social sono cresciute del 43% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Un dato poco confortante: spinge a pensare che il catfishing sia destinato a diventare un problema sempre più preoccupante.

In Italia, nel 2017, le denunce per catfishing ricevute dalla Polizia Postale sono state oltre mille (955 provenienti da uomini e 86 da donne).

L’associazione A.c.t.a fondata nel 2014 da Jolanda Bonino riferisce che, in 4 anni, sono state circa 2.000 le richieste d’aiuto arrivate all’associazione, soprattutto da parte di donne tra i 50 ed i 65 anni residenti in Basilicata, Puglia, Sicilia e Campania (le regioni in cui si denuncia di più il fenomeno).

La media del danno subito è di circa 50.000 euro a vittima per complessivi 80 milioni di euro. Una cifra pazzesca che, attraverso i servizi di Money Transfer, è arrivata nelle mani di racket criminali che gestiscono falsi profili su Facebook (localizzate soprattutto in Nigeria e Ghana).

Nel migliore dei casi, si tratta di gruppi di delinquenti dell’Europa dell’Est in cerca di soldi facili.

Nella peggiore delle ipotesi, dietro queste truffe ci sono militanti legati a cellule terroristiche con base in Nigeria o Costa d’Avorio.

 

I NUMERI DEL FENOMENO ALL’ESTERO

 

Secondo un report dell’FBI, il target femminile riferito alle truffe sentimentali è così ripartito:

  • fra i 50 e il 60 anni (35%);
  • fra i 40 e i 50 (33%);
  • oltre 60 anni (14%);
  • di età compresa fra i 20 ed i 30 anni (17%).

Le donne più colpite sono di età compresa fra i 40 ed i 60 anni.

Il numero reale del fenomeno romance scam è molto più elevato, considerando le tante vittime che non denunciano per vergogna e paura di essere giudicate dagli altri.

Anche all’estero, i numeri sono esorbitanti.

Secondo un report dell’FBI, le denunce per catfishing negli USA riferite agli ultimi tre anni contano perdite economiche di circa 1 miliardo di dollari.

Nel 2017, i danni riferiti dalle autorità canadesi sono stati stimati in 52,4 milioni di dollari, mentre nel Regno Unito sono stati 50.

Le autorità di polizia australiane hanno riferito che si contano più suicidi per truffe sentimentali che omicidi.

 

TRE CONSIGLI ALLE VITTIME DI TRUFFE SENTIMENTALI

 

Primo consiglio: non restate in silenzio per questioni di pudore, imbarazzo, paura di essere criticati dagli altri. La polizia giudiziaria ha l’obbligo di mantenere l’assoluta riservatezza e dispone di personale addestrato per trattare con le vittime di reati a sfondo sessuale.

E’ bene superare l’imbarazzo per esercitare il diritto di essere tutelati anche in condizioni di comprensibile disagio emotivo, per consentire alle autorità di identificare i responsabili e per il bene di altre potenziali vittime. Quindi, denunciate alla Polizia se siete stati vittima di un raggiro: in certi casi, i truffatori sono stati identificati e arrestati.

Secondo consiglio: lasciatevi aiutare da un terapeuta per indagare sul perché siete rimasti vittime di catfishing.

Terzo consiglio: collaborate con i siti che raccolgono testimonianze sul fenomeno attraverso i truffati sia per arricchire banche dati pubbliche online sia per comprendere che non siete le uniche persone cadute in questa rete nell’illusione di cercare l’amore.

 

Francesco Ciano

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