COME DIFENDERSI DALLO STALKER DOPO LA QUERELA?

COME DIFENDERSI DALLO STALKER DOPO LA QUERELA?
maggio 28, 2018 Francesco Ciano

COME DIFENDERSI DALLO STALKER DOPO LA QUERELA?

Tutte le donne che intendono presentare querela devono leggere i “12 consigli per non lasciarti intimorire da niente e da nessuno.

 Sei una vittima di stalking, hai già fatto la querela oppure intendi farla ma non sai cosa succederà dopo né come potrai difenderti da eventuali reazioni negative da parte del tuo stalker: con questo Vademecum anti stalking ti forniremo strategie di difesa allo scopo di evitare il più possibile ulteriori comportamenti molesti, minatori o violenti da parte del tuo persecutore.

A tutte le donne che intendono presentare querela ricordiamo cosa prevede la legge e quali sono i passi importanti da compiere per tutelarsi dallo stalker, dopodiché daremo consigli sul da farsi.

 

 Vademecum anti stalking: combatti il terrorismo psicologico oggi, non domani

Indipendentemente dal ‘perché’ lo stalker decida di perseguitarti attraverso pedinamenti, controlli, minacce, aggressioni fisiche, continue telefonate, lettere, SMS, ricatti, visite in casa o sul posto di lavoro, lo stalking provoca in te un grave e perdurante stato di ansia e paura o fondato timore per la tua incolumità o quella dei tuoi familiari. Al punto tale da perdere la tua libertà ed essere costretta a cambiare abitudini di vita. Stai subendo una pressione psicologica fortissima, anzi un vero e proprio terrorismo psicologico, che ti fa vivere in un perenne stato di allerta. Se ti senti così, sicuramente sei vittima di stalking: lo dice la legge (art. 612-bis del Codice Penale).

Più tempo passa, più rischi stati di ansia, problemi di insonnia, incubi, flashback se non, addirittura, seri disturbi post traumatici da stress. Anche per questo motivo, ti consigliamo di agire subito. Non puoi permetterti un avvocato?

Nessun problema perché per la vittima l’avvocato è sempre gratis. La legge stabilisce il gratuito patrocinio per le vittime di stalking, indipendentemente dal reddito percepito.

 

Il reato di stalking è punibile solo se presenti querela

 Per difenderti dallo stalking, se i presupposti previsti dalla legge ci sono tutti, puoi presentare querela entro 6 mesi dall’ultimo episodio che hai subito. Il reato di stalking è punibile solo se presenti querela.

In Italia, la pena prevista per lo stalking è la reclusione da 6 mesi a 5 anni. La pena aumenta se il fatto è commesso dal coniuge separato/divorziato (o persona che sia o sia stata legata da relazione alla vittima) oppure se lo stalker ricorre a strumenti informatici o telematici. Oltretutto, la pena aumenta fino alla metà se il fatto viene compiuto ai danni di un minore, una donna in gravidanza, una persona disabile oppure con l’utilizzo di armi o a volto coperto.

Stai per fare il grande passo e la prima cosa che devi sapere è questa: una volta che avrai intrapreso questa strada non potrai in seguito ritirare la querela, nel caso tu volessi cambiare idea, perché è rimettibile solo davanti al giudice, durante il processo.

Sei pronta?

Sì, lo sei, e non torneresti indietro per nessuna cosa al mondo. Devi denunciarlo, ne va della tua salute, della tua vita, anche quella dei tuoi figli.

Continua a leggere e non lasciarti intimorire da niente e da nessuno.

 

Vademecum anti stalking: consigli per difendersi dallo stalker dopo la querela

 

Gran parte dei consigli che ti forniamo, in fondo, sono preziosi sia prima sia dopo aver presentato querela.

Ecco i 12 consigli da seguire con fermezza per fronteggiare qualsiasi tipo di trappola o pericolo:

  • Prendi coscienza del fatto che sei vittima di stalking, non sottovalutare quello che ti sta succedendo, prendi sul serio le minacce, informati e comprendi tutti i rischi reali che puoi correre. Preparati a difenderti con tutti i mezzi possibili per scoraggiare ulteriori atti di molestia ed eventuali aggressioni;
  • Se lo stalker insiste nel convincerti ad iniziare o stabilire una relazione indesiderata rispondi con un solo ed unico NO (fermo, chiaro e convincente);
  • In seguito, evita qualsiasi contatto con lui (non rispondere ai suoi messaggi o chiamate), evita di mettere in atto rappresaglie. Non ti serve nessun ‘chiarimento’, rispondi con un altro NO Se l’incontro è proprio necessario, dovrà avvenire soltanto in presenza di testimoni. È fondamentale mantenere con il molestatore un atteggiamento emotivamente freddo, formale e distaccato;
  • Un modo efficace per agire con prudenza è non seguire abitudini di routine, troppo prevedibili. Frequenta possibilmente luoghi affollati, non isolati, Volendo, puoi adottare un cane addestrato alla difesa o frequentare corsi di autodifesa per sentirti più sicura;
  • Se continua a molestarti telefonicamente, non cambiare numero: ottieni magari una seconda linea e lascia squillare a vuoto il vecchio numero in modalità silenzioso, Oltretutto, un cellulare di riserva può rivelarsi prezioso per chiamare in caso di emergenza;
  • Per rabbia o paura, non gettare mai neanche un messaggio, lettera, biglietti o altro ricevuti dallo stalker perché dovrai raccogliere tutte le prove necessarie da mostrare alle forze dell’ordine. Vanno fotografati eventuali danni subiti mentre le eventuali lesioni provocate dal persecutore devono risultare da un referto rilasciato dal Pronto Soccorso;
  • Registra le telefonate (per far, in seguito, ascoltare l’esatto contenuto ed il tono della conversazione) ed annota tutti gli episodi avvenuti specificando quando, dove e cosa è successo, eventuali testimoni;
  • Non diffondere informazioni personali;
  • Se ti senti in pericolo o seguita, recati subito dalle forze dell’ordine (carabinieri, polizia), non andare di corsa a casa né da amici;
  • Puoi rivolgerti ad un centro antiviolenza, chiedere aiuto al 112 in caso di pericolo immediato oppure telefonare al numero anti stalking e anti violenza nazionale 1522 (gratuito, attivo 24 ore su 24) allo scopo di mettere in sicurezza anche eventuali figli (case rifugio);
  • Dimostra allo stalker che non sei indifesa: hai informato della tua situazione amici, parenti, colleghi, personale di sicurezza (del posto di lavoro o della scuola) allo scopo di prendere le dovute precauzioni. Sapendo questo lo stalker probabilmente desisterà;
  • In caso di aggressione o minacce in casa, lancia la richiesta di aiuto attraverso il nostro sistema di allarme vocale Stop Stalking che raggiunge immediatamente le forze dell’ordine, parenti o amici.

Sicuramente non tutti i casi di stalking sono uguali e non si può generalizzare riguardo alle modalità comportamentali di difesa ma i consigli appena descritti, a nostro parere, possono funzionare per tutte le vittime di questo reato.

 

Misure cautelari dopo la querela

 Oltre alla querela, puoi chiedere al magistrato anche l’adozione di misure cautelari per ottenere maggior tutela:

  • Divieto di avvicinamento dello stalker nei luoghi che tu o i tuoi familiari frequentate;
  • Divieto di dimora, arresto domiciliare o custodia cautelare in carcere nei casi più gravi o se lo stalker trasgredisce i divieti imposti dalla legge.

 

Esposto al Questore

 Si può scegliere un’altra via che non prevede la presentazione di querela. L’alternativa consiste nel fare un esposto al Questore: se il Questore reputa i fatti fondati, convocherà lo stalker intimandogli formalmente di cessare il proprio comportamento persecutorio (ammonimento).

Il ricorso al Questore viene considerato utile nei casi meno gravi, quando è sufficiente un avvertimento al persecutore, ma chi può capire cosa frulli nella testa di uno stalker?

Se quest’ultimo detiene armi, il Questore potrà sospendere o revocare il suo porto d’armi (o altre autorizzazioni). Se, nonostante l’intervento del questore, lo stalker insiste nella sua condotta persecutoria, si procederà d’ufficio alla denuncia e gli agenti potranno procedere al suo arresto: in caso di condanna, la pena sarà aumentata.

 

Francesco Ciano

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