COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO

COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO
febbraio 16, 2019 Francesco Ciano

COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO

LA VIOLENZA È UN FATTO PUBBLICO

 

Mentre ancora si attende dal Parlamento l’approvazione urgente della legge contro la violenza sulle donne Codice Rosso, è stata avviata il 7 febbraio scorso la Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato (XVIII legislatura).

La violenza non è un fatto privato, ma pubblico” ha sottolineato Valeria Valente appena eletta presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio. Ammette che, rispetto al passato, le donne vittime di stalking e violenza denunciano un po’ di più ma, in risposta alle denunce, cosa fanno le autorità?

La violenza di genere, lo stalking, la violenza domestica e sessuale continuano a mietere vittime. È una strage senza fine, lo sappiamo tutti. Come, purtroppo, conferma la cronaca quotidiana, dopo la denuncia la vittima deve essere salvaguardata. Deve essere messa al riparo dalla violenza che potrebbe scatenarsi ancora di più nella delicata fase post-denuncia. È proprio in questa fase che la presa in carica di chi raccoglie la denuncia (forze di Polizia, operatori di pronto soccorso, ecc.) deve essere immediata.

Una donna che esce allo scoperto e vuole lottare faticosamente per difendersi e liberarsi dal suo aguzzino, con la denuncia è più esposta: non deve correre rischi tornando nel suo ambiente per subire nuove violenze o essere uccisa. La presidente Valeria Valente conferma tutto questo (ciò che sappiamo già da tempo, da anni). Né più né meno quello che propone la legge Codice Rosso che attende l’approvazione URGENTE da parte del Parlamento e che sembra dormire in un angolo.

 

Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato: cos’è, di cosa si occupa

È stata istituita nel 2017 con Delibera del Senato della Repubblica 18/01/2017 pubblicata nella G.U. n. 20 del 25/01/2017. Dura un anno. Ha come obiettivo svolgere indagini sulla reale dimensione del femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, approfondire le cause e le possibili politiche di contrasto al fenomeno. È nata dopo che, in Italia, è stata approvata la Convenzione di Istanbul e la Legge sul femminicidio (119/2013) e dopo l’emanazione del Piano nazionale contro la violenza di genere.

Quali sono state, finora, le attività svolte dalla Commissione d’inchiesta sul femminicidio in Italia?

Nel suo lavoro realizzato da maggio a dicembre 2017, ha svolto 37 audizioni di ministri, esperti sul fenomeno, docenti universitari, associazioni di donne, giudici, esponenti di Enti Locali, associazioni di avvocati, mass media, personalità delle Forze dell’Ordine, ecc. Ha udito, complessivamente, 67 persone.

Ha condotto indagini nelle procure, tribunali e corti d’appello allo scopo di raccogliere dati sul fenomeno pubblicando il report finale di oltre 400 pagine disponibile online sul sito del Senato a questo link. Il report è stato presentato dalla presidente Francesca Puglisi il 6 febbraio 2018.

In sostanza, avendo poteri d’inchiesta, la Commissione ha possibilità di confronto con le vittime, i maltrattanti, le Forze dell’Ordine. Importante anche il ruolo di ascolto svolto per le tante donne vittime di violenza (spesso, alle prese con procedimenti civili o penali lunghi, faticosi e ‘pericolosi’) che si sono rivolte proprio alla Commissione per chiedere indicazioni, verifiche e non sentirsi sole, impotenti, perse, ‘colpevoli’, abbandonate dalle istituzioni.

 

Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio

Eletta presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato il 7 febbraio (quasi all’unanimità, 16 voti a favore su 18 votanti), la senatrice Pd Valeria Valente con un tweet ha ringraziato i colleghi e il suo gruppo per la fiducia.

Ci aspetta un lavoro gravoso che mi impegno ad onorare con la massima serietà. La violenza di genere è un fenomeno drammatico e occorre dare risposte concrete” ha aggiunto Valeria Valente.

Esperta di violenza di genere e questioni di pari opportunità, nella scorsa legislatura ha presieduto il Comitato Pari Opportunità della Camera. Vanta una lunga militanza politica nel Pds, Ds e Pd, è consigliera comunale e assessora al Comune di Napoli. Era presente anche lei, il 10 novembre, in piazza durante la contestazione del movimento femminista contro il ddl Pillon sulla riforma dell’affido condiviso.

Non si tratta di un’emergenza (con una durata temporale determinata) ma di un fenomeno sociale e culturale drammatico. Dobbiamo tutelare le donne che denunciano” ha sottolineato in un’intervista concessa all’Huffpost. La media, in Italia, resta drammatica: una donna uccisa ogni 72 ore.

La senatrice Valente, raccogliendo l’eredità di Francesca Puglisi, guiderà la Commissione d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere impegnandosi, in particolare, affinché le denunce da parte di donne vittime di violenza vengano prese in carico adeguatamente.

La Commissione – evidenziamolo – non ha nulla a che vedere con il contratto di governo: è indipendente dal Governo, viene istituita su richiesta dei gruppi, è la priorità assoluta per tutti. A poco servono le polemiche, ci vogliono fatti, risposte concrete lavorando in sinergia con tutte le forze politiche.

Punto di partenza: la relazione finale della Commissione nella scorsa legislatura. Valente incontrerà l’ex presidente Francesca Puglisi per, poi, lavorare in piena autonomia con il suo gruppo. Gruppo che vede come vicepresidenti Cinzia Leone (M5S) e Donatella Conzatti (FI-BP).

 

Lacune evidenziate dalla Commissione nella scorsa legislatura

Nella relazione finale della scorsa legislatura, la Commissione ha evidenziato la carenza di risorse finanziarie per concretizzare i percorsi di uscita dalla violenza delle vittime e l’assenza (nelle Regioni) di linee guida sul trattamento e gestione dei casi di violenza. Per non parlare – aggiungiamo noi – l’approvazione e gestione del fondo in favore degli orfani di femminicidio.

Dal bilancio di previsione di Palazzo Chigi (precisamente, del dipartimento per le Pari opportunità) risultano pesanti tagli ai capitoli di spesa dedicati al contrasto al femminicidio. Ad esempio, le somme da destinare al piano contro la violenza sulle donne sono passate da 35 a 33 milioni; il fondo destinato al finanziamento dei programmi di assistenza e di integrazione sociale in favore delle vittime di violenza e sfruttamento è passato da 21 a 14 milioni di euro. Rispetto al passato i fondi per le politiche delle Pari opportunità sono calati del 10% circa. Un taglio notevole.

Alla Commissione appena istituita spetterà anche il compito di verificare quanto è stato fatto dalle Regioni, lavorare in stretta collaborazione con le Regioni stesse, impegnarsi affinché siano destinati più fondi per contrastare la violenza di genere. Il modo migliore per contrastarla è lavorare insieme. Tanto che Valeria Valente commenta: “Se la Camera dei Deputati, in piena autonomia, decidesse di istituire la Commissione sul femminicidio a Montecitorio, saremo ben contenti di lavorare in sinergia”.

 

Donatella Conzatti: pene più severe, commissione parlamentare permanente

Il gruppo della Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato vede come vicepresidenti Cinzia Leone (M5S) e Donatella Conzatti (FI-BP).

In particolare, la senatrice trentina Donatella Conzatti sottolinea, tra i vari obiettivi da attuare, la “rieducazione dei maltrattanti e la richiesta di pene più severe, di un sistema penale proporzionato alla gravità delle violenze commesse”.

Donatella Conzatti ricorda che l’accordo politico è quello di avviare, tra un anno, la costituzione di una commissione parlamentare permanente bicamerale sui diritti della donna e la parità di genere. Una proposta già chiesta con un disegno di legge. Attraverso la commissione permanente sarà possibile “supervisionare tutto ciò che emanano le Camere affinché nessun provvedimento possa celare un discrimine legato al genere”.

Nessuna denuncia deve cadere nel vuoto, nessuna donna deve più correre rischi.

Francesco Ciano

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