MISURE CONTRO GLI STALKER: NOVITÀ, COSA SI MUOVE IN ITALIA

MISURE CONTRO GLI STALKER: NOVITÀ, COSA SI MUOVE IN ITALIA
Maggio 1, 2019 Francesco Ciano

MISURE CONTRO GLI STALKER

NOVITÀ, COSA SI MUOVE IN ITALIA

 

Nella prima metà di aprile, sono state annunciate o prese importanti misure contro gli stalker che vogliamo assolutamente annotare nel nostro Diario di articoli.

Tanto per cominciare, come annunciato dal capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli, sono pronte le linee guida da inviare ai Questori per intervenire sul fenomeno stalking in maniera più efficace e rapida.

A Bologna e a Milano sono state applicate misure di sorveglianza speciale a carico di alcuni stalker ritenuti particolarmente pericolosi in attuazione della norma del Codice Antimafia prevista per mafiosi, terroristi e spacciatori.

A Milano, è stato avviato un processo per il primo caso accertato di Blue Whale in Italia.

Nel bilancio annuale della Polizia di Stato, emerge un incremento da parte della Divisione Anticrimine del numero di ammonimenti per stalking e violenza domestica.

A giudicare dalle nuove misure, dalla sempre più applicata sorveglianza speciale agli stalker e dal particolare processo per il primo caso di Blue Whale, l’intervento dello Stato a contrasto della figura criminale dello stalker si fa sempre più serrato.

Vediamo, nei dettagli, cosa si muove in Italia.

 

NUOVE MISURE CONTRO GLI STALKER: PRONTE LE LINEE GUIDA AI QUESTORI

In occasione del 167° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il 10 aprile il Capo della Polizia e Direttore generale della P.S., Prefetto Franco Gabrielli ha annunciato la sua intenzione di trasformare lo Sca (Servizio Centrale Anticrimine) del dipartimento di Pubblica Sicurezza nella “casa delle misure di prevenzione” non solo in riferimento alla criminalità organizzata ma anche a fenomeni di pericolosità sociale.

Le linee guida per i Questori di tutta Italia sono pronte: i modelli saranno inviati agli uffici direttamente dallo Sca. Prevedono misure preventive importanti contro gli stalker, autori di minacce, molestie, pedinamenti, telefonate, comportamenti ossessivi.

Come per i mafiosi o i terroristi, potrà scattare contro gli stalker anche la misura patrimoniale finalizzata a colpire i beni necessari per gli atti persecutori.

Con questa misura a tutela delle vittime, in sostanza, i persecutori (anche in presenza di semplici sospetti) rischiano di subire il sequestro dei patrimoni:

  • l’auto per stazionare davanti all’abitazione della vittima;
  • il conto corrente in banca per fare regali compulsivi;
  • il cellulare usato per telefonate o messaggi continui.

La proposta di sequestro è firmata dal Questore e viene applicata dall’autorità giudiziaria. Prima di adottarla, lo stesso Questore può emanare l’avviso orale (non giudiziario), una sorta di pre-allerta che può risultare efficace nei confronti di chi riesce a rendersi conto subito, dopo la convocazione in questura, del suo comportamento illecito.

Da oggi, quindi, le misure previste per gli stalker sono:

  • la sorveglianza speciale prevista dal Codice Antimafia aggiornato (che include mafia, terrorismo, traffico di droga, stalking e rifiuti);
  • il divieto di frequentare luoghi e persone conosciuti alla vittima;
  • il sequestro di beni.

AUMENTANO LE MISURE DI SORVEGLIANZA SPECIALE PER GLI STALKER: IL CASO DI BOLOGNA

Il 5 aprile è stato emesso dal Tribunale di Bologna un provvedimento a carico di uno stalker per l’applicazione della sorveglianza speciale, la ‘pena esemplare’ riservata a mafiosi, terroristi e spacciatori dal Codice Antimafia. E’ la prima in assoluto a Bologna, una delle prime misure del genere in Italia (probabilmente, la terza). La sorveglianza speciale per 3 anni nei confronti di uno stalker 45enne è stata emessa dopo le indagini della sezione anticrimine della Polizia.

Il 45enne è responsabile di diversi casi di stalking, violenze e minacce di morte (per questioni di gelosia) nei confronti di almeno 4 donne con cui aveva una relazione e da cui è stato più volte denunciato e anche condannato.

Sono diverse le misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia: in particolare, la ‘sorveglianza speciale’ si applica a chi non rispetta l’avviso orale del Questore affinché cambi un determinato comportamento.

Se nell’arco di un periodo compreso tra 60 giorni e non oltre 3 anni, il soggetto non si attiene all’ammonimento, il Questore può chiedere al Tribunale l’applicazione della sorveglianza speciale nei confronti di una “persona evidentemente pericolosa”. Se il Tribunale accoglie la richiesta il soggetto viene sottoposto a controlli su orari, luoghi e frequentazioni. In tal caso, lo stalker ha anche l’obbligo di soggiorno nel comune di appartenenza. Il mancato rispetto delle prescrizioni prevede l’arresto immediato.

 

ALTRE TRE MISURE DI SORVEGLIANZA SPECIALE A MILANO

A distanza di pochi giorni, il 12 aprile, sono state emesse a Milano ben 3 misure di sorveglianza speciale per altrettanti stalker. In due dei tre casi di stalking ritenuti particolarmente gravi dalla divisione Anticrimine della questura di Milano guidata da Alessandra Simone, i persecutori che terrorizzavano le ex compagne hanno reso la loro vita impossibile tanto da indurle a tentare il suicidio.

Minacce di morte, violenze sessuali in presenza della figlia piccola, precedenti per droga, rapina e tentato stupro nei confronti di una 13enne, tentativi di dividere in maniera subdola la figlia dall’ex. In quest’ultimo caso, lo stalker, per distruggere il rapporto tra la vittima e sua figlia di 13 anni, aveva inviato alla bambina una foto di sua madre nuda con il messaggio: “Ecco, questa è tua mamma”.

A seconda della gravità del caso, la misura ha una durata di 1 o 2 anni. Il Questore ammonisce lo stalker a rimanere a casa, ad avvertire la Polizia dei suoi spostamenti ed a stare ad almeno un chilometro di distanza dalla vittima evitando anche contatti telefonici. In caso di trasgressione, scatta l’arresto immediato.

Portando con sé il foglio del provvedimento, la vittima sa che anche fuori dai confini italiani un avvicinamento da parte del proprio stalker porta all’arresto immediato.

Misure del genere scattano se la vittima denuncia. Non presentare denuncia per stalking e violenze significa rinunciare ad una chance in più per difendersi.

 

AVVIATO PROCESSO A MILANO PER STALKING: È IL PRIMO CASO DI BLUE WHALE IN ITALIA

 Milano, 16 aprile. Nel corso della prima udienza del processo per il primo caso di Blue Whale in Italia, sono state ammesse le prove testimoniali e documentali e l’interrogatorio dell’imputata. Una 23enne è stata accusata di stalking e violenza privata aggravata ai danni di una 12enne.

Il processo, che entrerà nel vivo dopo l’estate (il 18 settembre), si riferisce al primo ed unico caso accertato a Milano di Blue Whale, il gioco adolescenziale diventato virale sul web.

La 23enne indagata avrebbe adescato una 12enne di Palermo attraverso Facebook e Instagram. Con la complicità di un 16enne di origini russe, l’avrebbe costretta ad infliggersi tagli sul corpo e ad inviarle le foto come primo ‘test superato’ delle 50 prove di ‘coraggio’. Il 18 settembre sarà convocato in aula il padre della giovane vittima (la quale non dovrà rendere la sua testimonianza).

È stata una giornalista a far emergere la vicenda: fingendosi minorenne pronta alla ‘sfida’ è entrata in contatto via social con la vittima 12enne.

Se sei pronta a diventare una balena, inciditi ‘yes’ sulla gamba. Se non lo sei tagliati molte volte per autopunirti” veniva ordinato alla ragazzina.

Chi le ordinava questo (ed altri atti di autolesionismo) la minacciava pesantemente: conoscendo il suo indirizzo IP di connessione, le diceva che avrebbe potuto raggiungerla e ucciderla se avesse interrotto la partecipazione alla ‘Blue Whale Challenge’.

Oggi più che mai, è urgente tutelare i minori dalle insidie della rete. Controlliamo di più i nostri ragazzi.

Francesco Ciano

 

 

 

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