MOBBING E VISSUTO SOGGETTIVO DELLA VITTIMA della Dott.ssa Camilla Serena Psicologa

MOBBING E VISSUTO SOGGETTIVO DELLA VITTIMA della Dott.ssa Camilla Serena Psicologa
Giugno 24, 2018 Francesco Ciano

MOBBING E VISSUTO SOGGETTIVO DELLA VITTIMA

 

Per mobbing si intende un fenomeno complesso che riguarda le relazioni nel mondo del lavoro e che si esprime in un clima di violenza psicologica e morale esercitata da una o più persone verso un singolo individuo. Il mobbing si sviluppa nell’impossibilità di gestire sensatamente situazioni di lavoro dove possono insorgere problematiche in cui si dovrebbe trovare una soluzione il più ragionevole possibile ed equa.  Il concetto sostanziale di questo fenomeno si caratterizza in due aspetti fondamentali quali la frequenza e la durata di continui conflitti e vessazioni sulla vittima designata. Il mobbizzato viene accerchiato e aggredito intenzionalmente dai mobber che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali portano conflittualità e si diradano sempre di più, relegando la vittima nell’isolamento e nell’emarginazione.

Il mobbing non è un evento stabile ed omogeneo bensì è un processo articolato che comincia lentamente e in modo subdolo e che spesso si manifesta dopo una lunga incubazione.  L’European Agency for Safety and Healthhat Work,  ha riportato nel 2003 che le donne sono vittime di intimidazioni e di mobbing più spesso degli uomini. Altri studi evidenziano che gli uomini sono responsabili di azioni di mobbing in maggior casi rispetto alle donne.  Molto spesso accade che le cariche dirigenziali vengono coperte più frequentemente da uomini che da donne.  Quest’ultime sembrano essere vittime di questo fenomeno subendo scenate e critiche senza motivo, ricevono più offerte e offese di tipo sessuale ( Pastore 2006).

La Fondazione Maugeri di Pavia ha analizzato la casistica di denunce di mobbing sul lavoro nell’ultimo decennio, 345 persone (197 donne e 148 uomini). La fascia di età femminile che maggiormente è colpita da questo fenomeno si aggira tra i 34 e i 45 anni, periodo nel quale aumenta la richiesta di permessi, di part–time, dovuti agli impegni coi figli e con la famiglia. Queste sono richieste che possono causare disturbo e malcontento nei datori di lavoro e nell’ambiente, andandosi a instaurare conflitti e azioni vendicatrici sulla vittima lavoratrice (discredito, attacchi personali, ripicche, sottovalutazione), a volte, fino a portare alle dimissioni volontarie.

Sono state svolte delle interviste nell’area modenese prendendo un campione di 508 donne e 295 uomini, dove all’interno di tale campione è stato scelto un gruppo ristretto di donne sul quale condurre una ricerca di tipo qualitativo, l’insieme di riferimento empirico e ristretto ma essendo queste donne a parlare di sé stesse, hanno fornito molti elementi di riflessione e di analisi. In merito a questo, sul tema della differenza sessuale sul luogo di lavoro, emergono alcuni aspetti tra i quali ( Bisi R., et al.,2007):

  • essere donna è fonte di discriminazione sul luogo di lavoro per vari motivi che hanno a che fare con la forza fisica, con il pregiudizio sulle capacità femminili da parte dei superiori che ostacolano l’inserimento e la carriera con criteri di valutazione differenziati tra uomo e donna.
  • la differenza sessuale è legata al corpo, al corpo femminile sessuato che non è neutralizzabile sul luogo di lavoro come non lo è nel sociale e nell’immaginario collettivo, oggetto di sguardi, parole e atti da parte maschile.

Il fenomeno del mobbing colpisce entrambi i sessi ma per caratteristiche e aspetti di genere si differenzia in mobbing femminile e in mobbing maschile. La prevenzione è un aspetto fondamentale volto a sensibilizzare e informare su ciò che accade negli ambienti di lavoro e, la violenza psicologica è ben presente e viene esercitata anche in questi contesti.

 

Bibliografia

Bisi R., Faccioli P., (1996), “Con gli occhi della vittima” , Franco Angeli.

Pastore L.,(2006) “Il fenomeno del mobbing. Aspetti psicologici e strumenti di ricerca-intervento.”, Franco Angeli.

 

 

Dott.ssa Camilla Serena

Psicologa cognitivo-comportamentale e forense

Tel. 3397818130

Email cami.serena@tiscali.it

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*