PROFUGHI IN GERMANIA: STUPRI SU MINORI E DA MINORI, I FINTI RIFUGIATI

PROFUGHI IN GERMANIA: STUPRI SU MINORI E DA MINORI, I FINTI RIFUGIATI
Settembre 13, 2018 Francesco Ciano

PROFUGHI IN GERMANIA: STUPRI SU MINORI E DA MINORI, I FINTI RIFUGIATI

 

Di recente, il tribunale di Kandel ha condannato Abdul D. a otto anni e sei mesi, ennesima sentenza soft nei confronti di profughi in Germania colpevoli di reati gravissimi. Si moltiplicano i casi di molestie e stupri su minori e da minori ma il dubbio (che riguarda i tanti immigrati stupratori e violenti) è: sono davvero minori?

Il rifugiato afgano Abdul D. ha ucciso la sua ex ragazza Mia Valentin (15enne tedesca) il 27 dicembre 2017 perché lei aveva deciso di lasciarlo. L’accusa aveva chiesto almeno 10 anni, la difesa sette e mezzo: Abdul ha accettato la pena rinunciando perfino a fare ricorso.

La vicenda si era trasformata in un caso politico: l’afgano aveva ottenuto l’asilo politico sostenendo di avere all’epoca 15 anni ma, da successive verifiche della Procura, è stato dimostrato che ne aveva più di 17, probabilmente 20. E, intanto, Abdul se l’è cavata perché è stato giudicato sulla base del diritto minorile.

Soft non sono soltanto le condanne, ma anche la superficialità delle autorità di fronte alle richieste di aiuto, le denunce non ascoltate: Mia, la vittima, aveva denunciato alla Polizia (12 giorni prima del femminicidio) Abdul per molestie, intimidazioni e minacce. Anche il padre di Mia l’ha denunciato ma invano: il ragazzo afgano l’ha uccisa a colpi di coltello in una drogheria per ‘punirla’.

 

Abusi a scuola per opera di profughi in Germania

I casi di minori molestati e stuprati o uccisi da ex pseudo-minori rifugiati non si ferma, di certo, a questo caso. La lista degli ultimi anni è lunga e continua a crescere. Succede anche nelle scuole, tra cui un caso recente.

Un bimbo di 10 anni, in una scuola di Berlino, è stato violentato da un compagno di classe (anche lui di 10 anni) aiutato da due complici undicenni. Durante una gita scolastica a Brandeburgo, l’aggressore in mattinata aveva minacciato la vittima poi, verso sera, ha violentato il bambino mentre gli altri due lo bloccavano. Non si conosce la nazionalità della vittima, mentre si sa che gli aggressori sono afgani e siriani. Violentatore e complici minorenni ora sono seguiti da psicologi: gli esperti sospettano che i tre bambini (non perseguibili considerando la loro età) possano essere stati a loro volta vittime di stupri.

Provengono soprattutto da Afghanistan, Siria, Iraq, Pakistan, Iran, Algeria e Marocco i rei dei principali crimini sessuali vertiginosamente aumentati negli ultimi tempi, in Germania.

 

Profughi in Germania: finti minorenni nel 43% dei casi

Riportiamo i dati della Germania, pubblicati a inizio di quest’anno, che potrebbero riguardare benissimo anche l’Italia o altri Paesi visto che i profughi in Germania arrivano senza un documento d’identità.

Non sono pochi i casi come quello di Mia e Abdul o di ragazze tedesche realmente minorenni che si legano a migranti finti minorenni i quali pretendono che le loro ragazze si convertano (è la storia di Malvina e del presunto 17enne Diaa che, in realtà, aveva 19 anni), oppure di ‘rifugiati’ che violentano o uccidono per brutale senso di possesso. ‘Mia’, un nome che sembra una predestinazione…

La questione dei migranti finti minorenni ha un suo peso in Germania ed in molti si mobilitano per richiedere un maggior controllo dell’età dei migranti minorenni.

Secondo la legge internazionale, i profughi di età inferiore a 18 anni che entrano nell’Unione Europea vengono automaticamente considerati ‘rifugiati’. Un gran bel vantaggio essere rifugiati: significa ottenere il permesso di soggiorno illimitato con tutti gli altri benefici del caso. L’Italia non è, di certo, immune da questo problema.

Con quali criteri o test viene identificata l’età dei richiedenti asilo? Mistero.

In Germania, secondo i dati del Ministero Federale della Famiglia disponibili all’inizio di quest’anno, il 43% dei 55.890 migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiati non sono affatto minorenni.

Tribunali clementi per immigrati che ignorano la minore età delle vittime

Siamo alla frutta già da qualche anno ed è giusto informarsi. Siamo alla beffa oltre che al danno.

I tribunali anche in Germania si dimostrano clementi nei confronti di immigrati stupratori che ‘ignorano’ la minore età delle loro vittime. Facciamo un esempio dei tanti casi di clemenza da parte della corte tedesca.

Giugno 2017 – Amburgo. Il tribunale stabilisce che un immigrato iracheno di 20 anni, certo Alì D., non può essere ritenuto colpevole di violenza sessuale su minore (la sua vittima era una ragazzina di 13 anni) in quanto non poteva sapere che avesse meno di 14 anni (sotto i 14 anni, per la legge tedesca, si tratta di bambini). La corte ha dimostrato clemenza perché l’uomo ha confessato e anche perché, avendo violentato da ubriaco, la sua responsabilità risultava ‘ridotta’.

Per il timore di essere accusate di razzismo, l’inerzia delle autorità di fronte a questi crimini è disarmante, inquietante. Tutto serve allo scopo anche alibi come “ero ubriaco” o “non sapevo che la violenza sessuale qui fosse un crimine” per giustificare stupri ai danni di minori e non. E, così, i profughi in Germania come altrove moltiplicano le violenze, gli abusi, le aggressioni sui minori e sulle donne, crimini di ogni sorta.

 

Profughi in Germania e altrove: integrazione o accoglienza?

Il termine ‘clandestino’, già da tempo, è stato cancellato dai dizionari occidentali. Il termine ‘integrazione’ è stato sostituito da accoglienza. Integrazione significa essere accettati dalla società che ospita immigrati. Accoglienza cosa significa? Probabilmente, per chi teme di essere ingiustamente accusato di razzismo, è un modo apparentemente comodo (in realtà, molto scomodo) di lasciare all’immigrato il pieno diritto di fare un po’ come vuole, di occupare un territorio senza ostacoli, senza il ‘fastidio’ di doversi adattare e modificare il proprio comportamento selvaggio. A cosa sono serviti anni e anni di civiltà? A decorare le biblioteche di tanti bei libri di storia?

Chi accoglie non ha, di certo, l’obbligo di cancellare (non dai dizionari ma dalla propria cultura) le regole e gli stili di vita del proprio Paese in nome dell’integrazione. Chi vuole davvero integrarsi rispetta le regole del Paese che lo ospita e in cui si ‘rifugia’. Se non le rispetta bisogna usare un termine più corretto e adeguato: ‘invasione’.

 

Nei centri di accoglienza per profughi, in Germania dilaga la violenza

Le autorità tedesche si dimostrano incapaci di frenare l’ondata di violenza (stupri, omicidi, aggressioni) che dilaga nei centri di accoglienza per profughi. Non solo: non informano l’opinione pubblica sui crimini che si verificano all’interno di questi centri invocando il diritto alla privacy degli autori dei reati.

A dirlo è stato un report redatto da Mark Ulbig, ministro dell’Interno della Sassonia, e pubblicato lo scorso anno dal quotidiano Bild. Cosa dicono gli esperti? Avvertono da tempo che “ospitare insieme in alloggi affollati migranti con differenti background etnici e religiosi è il terreno fertile per la violenza”. La mancanza di controllo e gestione del flusso migratorio è preoccupante.

Gran parte dei reati non viene denunciato per timore di vendette.

Il BKA non rende pubblici i dati sulla criminalità relativi alle strutture di accoglienza, ma fonti attendibili confermano che i crimini compiuti dai migranti ai danni di altri migranti sono la regola in Germania (l’87% nel 2016). In questo clima di violenza, gli stupri su minori si sprecano.

Centri di accoglienza o lager? Accoglienza o ‘sequestri di persona’?

 

Il fallimento della politica di accoglienza

In Germania, la classe politica sembra più preoccupata di preservare il cosiddetto ‘multiculturalismo’ e i diritti dei migranti predatori piuttosto che difendere donne e bambini tedeschi.

L’unica cosa peggiore dell’omicidio di un bambino – ha scritto il tabloid Bildè l’omicidio di un bambino per mano di un criminale che non avrebbe dovuto trovarsi nel nostro Paese”.

Sono tanti, troppi i nomi delle piccole vittime di finti rifugiati e profughi in Germania: tra le tante, ricordiamo la 14enne Susanna Maria Feldman (stuprata e uccisa da Ali Bashar). La richiesta di asilo dell’iracheno Ali Bashar era stata respinta in Germania. Perché allora si trovava ancora in territorio tedesco? Non poteva essere espulso eppure è riuscito a trovare i soldi necessari per fuggire dalla Germania con documenti falsi.

Si avverte il fallimento dello Stato e delle politiche di Angela Merkel di fronte alle continue vicende di questo tipo, soprattutto dopo lo scandalo sulla cattiva gestione dell’Ufficio federale tedesco per la migrazione e i rifugiati (Bamf) “dove funzionari dell’immigrazione hanno intascato mazzette in cambio della concessione del diritto di asilo ad oltre 1.200 rifugiati”.

Un problema solo tedesco?

 

Francesco Ciano

 

 

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