21-3 PROPOSTA DI LEGGE UE VIOLENZA SULLE DONNE

21-3 PROPOSTA DI LEGGE UE VIOLENZA SULLE DONNE
21 Marzo 2022 Francesco Ciano
PROPOSTA DI LEGGE UE VIOLENZA SULLE DONNE

PROPOSTA DI LEGGE UE VIOLENZA SULLE DONNE: REATO EUROPEO CON REGOLE COMUNI

 

Arriva la proposta di legge UE violenza sulle donne sia reato europeo con regole comuni.

Secondo Bruxelles, delitti come stupro, cyberstalking, revenge porn, mutilazioni genitali femminili, violenza domestica ed incitamento alla violenza online devono essere dichiarati reati perseguibili in tutta l’Unione Europea.

La Commissione europea ha annunciato la proposta l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Bruxelles propone nuove norme per contrastare la violenza di genere che colpisce in Europa una donna su tre sia nella vita reale (lavoro incluso) sia online. Secondo le ultime stime, una donna su 2 è stata vittima di molestie sessuali, una su 20 ha denunciato di essere stata stuprata. Circa un terzo delle lavoratrici è oggetto di molestie sessuali sul luogo di lavoro.

E’ in aumento anche la violenza online, in particolare nei confronti di donne che si occupano di politica e giornalismo: in linea generale, una ragazza su 3 ha subito violenza di genere sul web. Con la pandemia la violenza di genere e domestica si sono aggravate.

Questi dati sono stati diffusi mediante un documento UE contemporaneamente alla proposta di legge. In più, la Commissione ha pubblicato l’edizione 2022 della Relazione annuale sulla parità di genere nell’Unione Europea che evidenzia una riduzione dello 0,5% della partecipazione delle donne alla forza lavoro nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Serve una legge europea valida per tutti gli Stati membri UE contro lo stupro e la violenza sulle donne con regole e pene comuni. Gran parte dei Paesi UE già trattano la violenza di genere come un crimine ma in alcune legislazioni nazionali esistono tuttora lacune rilevanti. Una legge europea andrebbe ad uniformare le varie legislazioni nazionali.

 

PROPOSTA DI LEGGE UE VIOLENZA SULLE DONNE: INTERVENTI IN 5 AMBITI

La Commissione UE decide di intervenire in 5 ambiti:

  • Perseguibilità penale dello stupro, violenza online, mutilazioni genitali femminili con proposta di qualificare le diverse categorie di violenza o molestia come reati europei;
  • Modalità di denuncia sicure, più accessibili e semplici, anche online, e procedura di valutazione del rischio;
  • Rispetto della vita privata della vittima durante il procedimento giudiziario e diritto al risarcimento;
  • Assistenza alle vittime mediante istituzione di centri antistupro e di una linea di assistenza telefonica;
  • Miglior coordinamento e cooperazione tra gli Stati membri UE.

 

  1. PERSEGUIBILITÀ PENALE DEI REATI CONTRO LE DONNE

I reati che la Commissione UE vuole criminalizzare a livello europeo sono:

  • Stupro in quanto basato sulla mancanza di consenso della donna;
  • Cyberstalking;
  • Mutilazioni genitali femminili;
  • Revenge porn (condivisione non consensuale di immagini private e intime);
  • Molestie online;
  • Incitamento online all’odio e alla violenza.

Per ciascun reato si prevedono pene massime.

 

  1. DENUNCE SICURE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO

La Commissione Ue intende introdurre nuove modalità per denunciare la violenza di genere. Vuole rendere le denunce più facili, rapide e sicure, accessibili anche online, attente sia per le donne sia per la sensibilità del minore.

In particolare, professionisti come psichiatri e operatori sanitari non avrebbero più ostacoli dagli accordi di riservatezza: potrebbero segnalare alle autorità ragionevoli sospetti di rischio imminente all’incolumità fisica della donna.

Le autorità, dopo il primo incontro con la vittima, potrebbero essere tenute ad effettuare la valutazione del rischio ovvero di quanto l’uomo violento possa rappresentare un effettivo rischio per far scattare eventualmente misure di allontanamento oppure ordini di protezione.

 

  1. RISPETTO DELLA VITA PRIVATA DELLA VITTIMA E DIRITTO AL RISARCIMENTO

In fase di procedimento giudiziario, massima attenzione al rispetto della vita privata della vittima.

Domande o prove relative alla vita privata della donna vittima di violenza (in particolare a livello sessuale) andrebbero utilizzate solo se necessarie.

In più, durante il processo, la vittima avrebbe diritto di chiedere il risarcimento integrale dei danni all’autore del reato, incluse le spese di assistenza sanitaria, dei danni fisici e psicologici, dei servizi di sostegno, della perdita di reddito.

 

  1. ASSISTENZA ALLE VITTIME

Tra le proposte della Commissione UE, c’è l’a assistenza alle vittime tramite l’istituzione di centri antistupro ed una linea di assistenza telefonica nazionale gratuita, attiva h24, 7 giorni su 7, tutto l’anno.

In caso di violenze online, le vittime avrebbero diritto ad una consulenza su come rimuovere i contenuti e richiedere assistenza legale.

Se la vittima è minorenne, le autorità nazionali dovrebbero offrire un supporto adeguato alla sua età.

 

  1. MIGLIOR COORDINAMENTO E COOPERAZIONE TRA GLI STATI MEMBRI UE

E’ necessario un miglior coordinamento e cooperazione tra gli Stati membri dell’UE che dovrebbero consultarsi e scambiarsi le migliori pratiche su casi di rilevanza penale, anche mediante la rete giudiziaria europea ed Eurojust.

Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero raccogliere dati sulla violenza di genere e domestica da usare per un’indagine condotta in ambito UE ogni 5 anni.

 

LEGGE EUROPEA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE: QUANDO ENTRERÀ IN VIGORE

La proposta di legge UE contro la violenza sulle donne è una direttiva: deve essere recepita da ogni Stato membro ed approvata dal relativo Parlamento.

Dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea e ad un accordo unanime sugli emendamenti, prima di giungere alle legislazioni nazionali.

Per l’entrata in vigore, i tempi non si preannunciano brevi.

FRANCESCO CIANO

 

 

 

 

 

Francesco CIANO

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