STALKING E VIOLENZA SONO UN ‘AFFARE’ PUBBLICO

STALKING E VIOLENZA SONO UN ‘AFFARE’ PUBBLICO
maggio 15, 2018 Francesco Ciano

PROCESSO PER STALKING: UN COMUNE AMMESSO COME PARTE CIVILE PER LA PRIMA VOLTA

 

Con un’ordinanza senza precedenti emessa dal giudice Francesco Paolo Pitarresi del Tribunale di Enna, nel mese di aprile scorso il Comune di Troina è stato costituito parte civile in un processo per stalking.

E’ la prima volta, in Italia, che un Comune viene ammesso come parte civile in fase di processo per stalking. E’ stata ammessa anche la costituzione di parte civile dell’Associazione OnlusDonneinsieme – Sandra Crescimanno” rappresentata dalla presidente Calogera Grasso.

E’ stato l’avvocato Salvatore Timpanaro, esperto in diritto di famiglia e diritto penale della famiglia, a portare all’attenzione dei giudici una fattispecie mai affrontata prima in giurisprudenza: durante il processo che vede come vittima la cittadina M.F., il Comune (difeso dall’avvocato Timpanaro) ha chiesto ed ottenuto l’ammissione della costituzione di parte civile contro l’imputato di stalking F.I.

La decisione del Tribunale di Enna si dimostra estremamente innovativa e parla chiaro: stalking e violenza sono un ‘affare’ pubblico.

 

Processo per stalking a Troina: cosa è stato contestato all’imputato

La Procura di Enna ha contestato all’imputato F.I. il reato di stalking, atti persecutori nei confronti della ex (moglie separata). L’ha pedinata e spiata sia tramite un investigatore privato sia ricorrendo ad un’applicazione di geolocalizzazione: l’app GPS è stata installata sul cellulare della ex abusivamente. Lo stalker ha, oltretutto, molestato la donna con continue telefonate, messaggi ripetuti, l’ha minacciata: ha ingenerato nella vittima uno stato di ansia e paura, l’ha costretta a cambiare abitudini di vita dal 2014.

Il sindaco di Troina Sebastiano Fabio Venezia e la sua amministrazione hanno voluto fortemente la costituzione di parte civile in questo processo per stalking. E’ stato possibile ottenere l’ammissione dal Tribunale di Enna per una certa modifica nello Statuto della città siciliana.

 

Una condanna pubblica coerente con lo Statuto del Comune di Troina

Per volere del sindaco di Enna, nel 2014, lo Statuto del Comune di Troina è stato modificato.

Tra i principi fondamentali dello Statuto, è stato introdotto quanto segue: “L’Ente favorisce l’obiettivo delle pari opportunità tra uomini e donne secondo il principio dell’uguaglianza nella diversità”.

L’avvocato Salvatore Timpanaro, durante la sua arringa in tribunale, ha voluto sottolineare il grande valore simbolico di un atto politico come l’ammissione di parte civile di un Comune in un processo di stalking. Un valore fortemente condiviso dal sindaco Venezia e dalla sua amministrazione.

E’ una condanna pubblica contro ogni forma di violenza compiuta sulle donne ma anche un gesto di solidarietà della cittadinanza alle vittime di violenza di genere. Rappresenta, oltretutto, la naturale e coerente conseguenza della modifica apportata allo Statuto comunale, in conformità anche con la delibera giuntale adottata dal 2013.

 

La delibera del 14 novembre 2013

Su proposta del sindaco di Troina, con la delibera n. 150 del 14 novembre 2013, la Giunta municipale ha adottato un provvedimento generale avente oggetto la condanna degli atti di violenza sulle donne e la costituzione di parte civile del Comune in eventuali procedimenti penali relativi a casi di maltrattamento di donne residenti a Troina. La possibilità di far costituire il Comune parte civile nei processi per stalking e violenza è, quindi, già sottintesa e prevista a partire da questa delibera.

Non esistono precedenti riferiti ad un Comune costituito parte civile in un processo per stalking: in giurisprudenza. casi del genere si riferiscono soltanto al reato di femminicidio (come l’ammissione del Comune di Enna nel processo per l’omicidio di Vanessa Scialfa o di Avetrana nel caso di Sara Scazzi).

I Comuni che vorranno seguire le orme di Troina dovranno proclamare principi analoghi nel loro Statuto e in una delibera generale.

 

Francesco Ciano

 

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