STALKING TRA ADOLESCENTI: ANALISI SUL GIOVANE NARCISO, DATI IN ITALIA

STALKING TRA ADOLESCENTI: ANALISI SUL GIOVANE NARCISO, DATI IN ITALIA
Luglio 17, 2019 Francesco Ciano
STALKING TRA ADOLESCENTI

STALKING TRA ADOLESCENTI: ANALISI SUL GIOVANE NARCISO, DATI IN ITALIA

 

In Italia, lo stalking tra adolescenti ha cominciato a fare notizia nel 2011, quando l’Osservatorio Nazionale Stalking ha realizzato un sondaggio coinvolgendo circa 400 teenager (età media 16 anni).

Da questo sondaggio è emerso che un adolescente su dieci è vittima di stalking. Il tasso del 10%, a distanza di 8 anni dal sondaggio ONS, è salito e resta indicativo considerando che molti ragazzi non si confidano, non si lasciano aiutare dagli adulti e dalle autorità, non denunciano.

L’Osservatorio ha segnalato che il 4% del campione di adolescenti ha ammesso di essere stato stalker.

Il dato da considerare con particolare attenzione è che lo stalker è spesso recidivo: dopo una segnalazione, diventa ancora più aggressivo, ossessivo fino alla minaccia di morte.

E’ un fenomeno preoccupante, in crescita anche tra i banchi di scuola, seppure i ragazzi (un buon 65%) siano sufficientemente informati sui rischi e sul reato di atti persecutori. Il punto è che soltanto il 25% denuncia, mentre il 45% tende a cercare aiuto presso un centro specializzato. Chi non denuncia lo fa per svariati motivi: paura delle conseguenze in famiglia, vergogna, sfiducia nelle autorità.

A seguito di questo sondaggio, nel 2011 l’ONS ha avviato una campagna anti stalking nelle scuole promuovendo iniziative mirate alla prevenzione nonché al controllo e supporto psicologico presso centri specializzati.

Sul fenomeno stalking tra adolescenti c’è tanto da sapere e sono molti i punti su cui riflettere.

 

STALKING TRA ADOLESCENTI E PERCEZIONE DEL PERICOLO

 

Comunemente, si pensa che, in età evolutiva, bambini e adolescenti non siano capaci di tenere comportamenti persecutori o molesti. Gli studi scientifici, seppure scarsi, dimostrano che non è così.

McCann (2000) suggerisce una sorta di identificazione tra stalking e bullismo.

Lo stalker adolescente presuppone, nella sua delicata fase di vita, l’accettazione di un certo livello di aggressività (Abazia, 2015) che può influire negativamente sui rapporti sociali.

Risulta particolarmente interessante il dato emerso da un’indagine dell’Associazione InfraMente di Como che riguarda la soggettiva percezione del pericolo.

Ansia, rabbia, sensazione di essere seguiti, paura generalizzata, insonnia, tristezza, tendenza all’isolamento, benessere psichico compromesso, minore fiducia in se stessi, cambiamento nelle abitudini di vita. Tutte situazioni percepite dalla vittima che la portano in uno stato di allarme.

L’atteggiamento dello stalker, al contrario, è di indifferenza.

In sostanza, circostanze potenzialmente rischiose vengono interpretate in modo differente da soggetti diversi. Di base, lo stalker adolescente non è in grado di accettare le separazioni o i rifiuti da parte della vittima e vuole dominarla per cambiarla con qualsiasi mezzo: continue telefonate, sms, pedinamenti, controllo, minacce, scenate di gelosia, violenza psicologica, aggressioni fisiche.

Il sesso femminile ha una percezione del rischio maggiore del sesso maschile: le donne provano ansia, preoccupazione e paura eccessive e, di conseguenza, sono meno tolleranti alle invasioni di privacy. Gli uomini, in situazioni di potenziale pericolo, possono reagire sentendosi o lusingati o indifferenti (Abazia, 2015).

Tutto questo interessa sia lo stalking tra adulti sia quello tra adolescenti.

 

STALKING TRA ADOLESCENTI SCAMBIATO PER UN BANALE GIOCO

 

Ricordiamo la definizione di stalking, una volta di più: “insieme di comportamenti persecutori, ripetuti e intrusivi, come minacce, pedinamenti, molestie, telefonate o attenzioni indesiderate, tenuti da una persona nei confronti della propria vittima”. Causa nella vittima un perdurante stato di ansia e timore per la propria incolumità e quella dei prossimi congiunti e la spinge a cambiare stile di vita.

Per lo stalker (fidanzatino, ex, amico più stretto, sconosciuto), è come una droga da cui è difficile separarsi e disintossicarsi. Può perseguitare per riallacciare rapporti o vendicarsi per il solo fatto che il suo ‘sentimento’ non è corrisposto dalla vittima. Perciò, può arrivare a commettere azioni terribili.

Lo stalking subito o perpetrato da numerosi adolescenti fuori dalle cronache mediatiche è problematico soprattutto per un motivo: i giovani sono sempre più ‘inconsapevolmente’ violenti, possessivi, irrispettosi della privacy e libertà altrui. Anche attraverso i social controllano, condizionano, minacciano, dominano la vittima senza contare chi mette in atto vendette pornografiche (revenge porn e sexting).

E’ il fenomeno noto come cyberstalking che sta prendendo sempre più piede nella nostra società. Sui social (in particolare, Facebook) tutti controllano tutti, un semplice Like può scatenare scenate di gelosia violente tra coppie di adolescenti e non solo.

La privacy e l’anonimato su Internet sono morti in nome della visibilità sui social di dati (foto, video, post) che, una volta pubblicati, persistono online.

Le statistiche Istat ci informano che il primo smartphone viene regalato a bambini di 7-8 anni. A questa età si è già pronti ad utilizzare i social e Internet in genere. Ecco che si abbassa notevolmente l’età del potenziale cyberbullo o cyberstalker.

Quello che preoccupa maggiormente è la superficialità con cui questi ragazzi aggressivi si comportano, come se si trattasse di un gioco banale, un motivo di divertimento.

Lo stalker adolescente è incapace di gestire una relazione più dell’adulto (deve ancora formarsi a livello emotivo e sessuale) ed anche la vittima risulta impreparata in questo senso. Ecco perché un programma di prevenzione e risocializzazione sarebbe efficace per entrambi.

Per contrastare questo tipo di crescente violenza tra adolescenti, è necessario combattere gli stereotipi di genere, educare i giovani e i giovanissimi al rispetto e alla parità. Bisogna spogliare vittime e aguzzini dei rispettivi ruoli riconsegnando loro la possibilità di scegliere ed esprimersi affrontando il mondo e se stessi senza paura.

 

TEEN DATING VIOLENCE: I DATI DI TELEFONO AZZURRO E DOXA

 

Il teen dating violence (violenza all’interno di una relazione tra adolescenti) viene monitorato attraverso sondaggi realizzati da Telefono Azzurro e Doxa: l’ultimo risale al 2014.

La violenza può essere:

  • Fisica (5,7% degli adolescenti intervistati). Il dato curioso è questo: il 7,9% dei ragazzi intervistati (a fronte del 3,3% delle ragazze) ha dichiarato di essere stato picchiato dalla partner;
  • Psicologica/emotiva (minacce, umiliazioni, comportamenti che possono danneggiare l’autostima della vittima);
  • Sessuale (riguarda il 5,7% degli adolescenti intervistati);
  • Stalking, atti persecutori, minacce, molestie che causano ansia e paura nella vittima.

Lo stalker ossessivo è capace anche di tenere lontano il/la partner dall’affetto di amici e familiari, di controllare e limitare la sua libertà di movimento in modo estremo.

Un terzo dei ragazzi intervistati dichiara che il/la proprio/a partner vuole sempre essere informato/a su tutto, dice loro cosa devono o non devono fare o, addirittura, vieta loro di incontrare altre persone. L’aspetto triste è che, spesso, i giovani interpretano un’attenzione e un attaccamento eccessivi come una vera e propria prova di amore.

Rientra nella teen dating violence anche quel genere di aggressioni avvenute attraverso le nuove tecnologie (cyberstalking, sexting, revenge porn). Il 10,1% di oltre 1500 adolescenti intervistati dichiara di conoscere qualcuno il/la cui partner ha minacciato di postare in rete foto o video privati se non avesse fatto ciò che gli/le veniva chiesto.

 

STALKER ADOLESCENTE: PERCHÉ

 

Da un sondaggio Istat del 2015 è emerso che 5 maschi su 10 non hanno problemi ad alzare le mani sulla propria ragazza e che 2 femmine su 5 considerano i comportamenti violenti come un gesto d’amore e virilità. Il problema più grosso da affrontare è sempre culturale. Troppi adolescenti non identificano come prevaricazione e violenza questi comportamenti. Li subiscono minimizzandoli, giustificandoli. Mancano di senso critico, sono schiavi dei ruoli di genere.

Negando la violenza, ragazzi e ragazze rischiano di accettare un modello di relazione di coppia fondato sui ruoli, sul potere da una parte e sulla sottomissione dall’altra, che potrebbe svilupparsi nei futuri rapporti da adulti.

E lo stalker adolescente che dice? Che pensa?

Cerca l’autoaffermazione, cerca nel partner qualcosa che gli manca per completare il suo Narciso, cerca nel legame qualcuno che lo rispecchi. A questo scopo fa un investimento affettivo estremo. Possessività, gelosia ossessiva, prevaricazione, divieti scambiati per un gesto d’amore danno forma all’amore malato.

I fattori di rischio che possono portare un adolescente a diventare uno stalker sono:

  • Situazioni di predominio e violenza vissute in ambito familiare;
  • Modelli paterni e materni estremamente fragili e devianti;
  • Accettazione di stereotipi di genere (donne fragili, uomini forti);
  • Tendenza a cercare la realizzazione affettiva esclusivamente nel rapporto di coppia.

 

I RISCHI PER LE GIOVANI VITTIME

 

Le giovani vittime di stalking e comportamenti violenti o minacciosi all’interno della coppia possono rischiare effetti negativi a breve e lungo termine come:

  • Conseguente sviluppo di comportamenti violenti;
  • Abuso di sostanze stupefacenti o alcol;
  • Timore di rapporti stabili e duraturi;
  • Ansia e depressione;
  • Mancanza di autostima;
  • Manifestazioni di rabbia e collera;
  • Disturbi del comportamento alimentare;
  • Attacchi di panico;
  • Tentativi di suicidio.

 

I PIÙ RECENTI DATI ISTAT SU STALKING TRA ADOLESCENTI, BULLISMO E CYBERBULLISMO

 

A fine marzo di quest’anno, sono stati pubblicati i più recenti dati Istat in merito al fenomeno dello stalking tra adolescenti, bullismo e cyberbullismo.

Riportiamo i dati più significativi:

  • Oltre il 50% degli 11-17enni dichiara di essere stato vittima di un episodio offensivo, irrispettoso o violento;
  • Uno su cinque (19,8%) ha subito atti di bullismo una o più volte al mese. In circa metà di questi casi, si tratta di atti ripetuti in maniera asfissiante, una o più volte a settimana;
  • Il 22,2% di tutte le vittime di bullismo ha subito anche cyberbullismo;
  • Più a rischio le ragazze (il 7,1%) di età compresa tra 11 e 17 anni che hanno subito vessazioni continue su Internet o tramite telefono cellulare contro il 4,6% dei ragazzi;
  • Lo stalking con vittime minorenni ha registrato nel 2017 denunce che riguardano una proporzione minima di giovani: 607 con meno di 18 anni, di cui 186 tra 0 e 13 anni e 421 tra 14 e 17 anni.

 

STALKING TRA ADOLESCENTI: CONSIGLI A GENITORI E RAGAZZI

 

Secondo una ricerca della Sapienza e del Moige riferita all’anno 2017, 7 ragazzi su 10 vittime di cyberbullismo e stalking si confidano solo tra coetanei. Escludono gli adulti, genitori, professori e forze dell’ordine. In questo modo, le vittime restano sole e ancora più indifese. Nel 2017, sono stati segnalati solo 354 casi con minorenni vittime: 116 per ingiurie e molestie, 87 per diffamazione online, 123 per stalking. Soltanto 39 i minorenni denunciati.

Di recente, l’Osservatorio Nazionale Adolescenza ha riferito che il 4% degli adolescenti (2 su 50) ha subito aggressioni fisiche dal proprio partner già all’età di 14-15 anni. La percentuale potrebbe essere sottostimata perché non tutti gli adolescenti parlano, si confidano, denunciano. Questi comportamenti sottovalutati sono la radice della violenza domestica e dei femminicidi.

Per insicurezza o inesperienza, i ragazzi si dimostrano possessivi fino a sfociare nel patologico diventando veri e propri stalker. Anche i maschi possono essere vittime di stalking: questo vale per gli adolescenti come per gli adulti.

Ai genitori chiediamo di prestare attenzione ai segnali, al cambio di comportamento dei figli possibili vittime di atti persecutori. Segnali di malessere, silenzi, isolamento, strani malumori, inappetenza, sbalzi di umore repentini. Parlate con i vostri figli, aprite un dialogo amichevole e parlate anche con gli insegnanti per indagare. In caso di sospetto stalking, non esitate a sporgere denuncia e rivolgetevi ad un legale per allontanare il soggetto dalla vittima. E’ necessario dare un sostegno psicologico agli adolescenti vittime di stalking.

La legge 208/2015 ha istituito il programma “Percorso di tutela delle vittime di violenza” erogato presso le aziende sanitarie nazionali.

Ai ragazzi consigliamo di reagire, di non chiudersi in se stessi. Non dovete vergognarvi, la società è dalla vostra parte.

 

DENUNCIARE PER STALKING IN MANCANZA DI UNA LEGGE SPECIFICA SUL BULLISMO

 

Storie come quella di Paola creano sgomento, rabbia e mille altre emozioni, alcune indescrivibili.

In una scuola di Cinecittà (Roma), presa di mira da due bulli della sua classe, Paola ha subito violenza verbale, pressione psicologica, violenza fisica, umiliazioni, offese indicibili, botte per un anno intero, un anno infernale.

Lei è una ragazza 16enne disabile e ha un sogno: diventare cuoca.

I due bulli l’hanno perseguitata senza tregua mentre gli altri compagni di classe non solo non si sono fatti avanti per difenderla ma l’hanno derisa.

Arrivava in classe all’ultimo minuto, cercava di non farsi vedere, non poteva reagire a quella violenza che non ha avuto pietà neanche delle sue crisi epilettiche.

Alla fine, non ce l’ha fatta più. Ha smesso di frequentare la scuola alberghiera di Cinecittà ma si è iscritta ad un altro istituto. La famiglia di Paola ha denunciato per stalking i due adolescenti. In Italia, non esiste ancora una norma sul bullismo ‘fisico’ ma soltanto sul cyberbullismo.

Urge una legge specifica” ha commentato Eugenio Pini, avvocato del Centro nazionale contro il bullismo “Bulli Stop” che assiste la famiglia di Paola.

Casi come questo, per ora, vengono riferiti al reato di stalking.

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